Il Re è morto. Viva il Re!

Celebro a modo mio questa giornata in cui Felipe viene proclamato Re di Spagna  con il nome di Felipe VI. Avviene con un cerimonia sobria  in rispetto dei tempi di crisi (per quanto…).

Celebro a modo mio, indossando un paio di espadrillas di pizzo nero. Le calzature, povere, nascono nei Paesi Baschi. Le più famose le Castaner. Le più costose quelle riproposte dai grandi stilisti.  Le mie? le ho volute nere, austere,  con un briciolo di frivolezza nella scelta del pizzo (in omaggio a Letizia) e soprattutto di una marca qualunque: indipendenti, libere. In omaggio ai Paesi Baschi.  El rey ha muerto, que viva el rey!

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Cuori infranti

Ci risiamo. Ci risiamo con la famiglia felice, il padre perfetto, ambizioso e gran lavoratore, la madre gentile e discreta, i bambini seguiti ed educati. E quando qualcosa accade a spezzare questo equilibrio, quest’armonia ci si interroga sul perché, sui come, e si conclude che non avevamo capito niente. Tutto quanto accade, soprattutto in questi ultimi anni, risulta incomprensibile anche e soprattutto perché accade ormai con una certa frequenza, e quindi non lo si può più ricondurre ad un caso isolato, ad un momento di follia. A meno di non stare diventando pazzi. Tutti. Soprattutto in piccole cittadine di provincia, a volte toccate in sorte, a volte scelte perché i ritmi di vita sono più lenti, l’ambiente amichevole e più facile far crescere i figli. Appunto i figli, spesso le vittime, a volte gli artifici di delitti di cui, anche una volta trovato il colpevole, non si riesce a comprendere la ragione. Perché nulla giustifica quanto accade.

Se non avete letto Cuori infranti di Rosetta Loy (Nottetempo, 2010) quando uscì leggetelo ora. E’ la ricostruzione, in chiave favolistica (da sempre le favole sono crudeli) dei delitti di Novi Ligure e di Erba. Anche in quei luoghi la perfezione giocò un ruolo determinante. E ciò che accadde ha mutato anche la percezione, l’immaginario che se ne aveva.

DSCN9778-001Il Paese del cioccolato” , del cui profumo è pervaso, è fatto di casette a schiera e palazzoni dai muri scrostati, di ragazzi come tanti, che si radunano davanti ai bar e ai videogiochi. Tra loro La biondina, che vive nella villetta a schiera, e il “Pooh” che vive nel palazzone. La biondina ha un fratello che la adora, una mamma maniaca della pulizia, e un papà che programma nuove colate di cioccolato. Quando loro non sono in casa, la biondina e il Pooh danno sfogo al loro amore, lasciando tracce che fanno indignare la mamma. Anche le scorribande in motorino la fanno indignare, urla, cerca di spiegare alla biondina le differenze sociali. Poi tutto si calma, la torta in forno spande il suo profumo e riconcilia madre e figlia, il fratellino succhia il cucchiaio sporco di crema di gianduia. Poi il color del cioccolato si trasforma in rosso sangue, sangue che si sparge ovunque. Insieme alla paura degli “Albanesi”. Ma gli Albanesi non hanno colpe, lo viene a sapere per prima la microspia, e molto presto torneranno al lavoro. Così come il papà della biondina. Nelle case vicine si torna a sorridere, si rifanno torte al cioccolato, tornano i programmi sciocchi in tv, le mamme rimettono a dormire i bambini nei loro lettini anche se li guardano con sguardi diversi. Incredule, allarmate. L’unico a non recuperare la normalità sarà l’addetto alla ricomposizione dei corpi. Ha avuto uno shock e non si è più ripreso. Per malattia contratta sul lavoro gli è stata riconosciuta l’invalidità permanente.

Erbario sta per Erba, e tutti i proverbi che ne parlano: l’erba del vicino è sempre più verde, fare di ogni erba un fascio, l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re…
La cascina non è più quella di un tempo: il cortile trasformato in zona di transito per raggiungere il box, il portale di legno è diventato un cancello automatico. Ci abitano il netturbino Olindo e la moglie Rosa, piccola e piuttosto insignificante, ossessionata dall’ordine e dalla pulizia. Quando ha finito di riordinare la sua casa, va a farlo nelle case degli altri. E impedisce al marito di portare a casa i canarini che lui, nonostante le manone, vorrebbe accudire. O altro animale che possa sporcare. Il box lo ha trasformato in lavanderia.
Al piano sopra vive una giovane donna, sposata ad un tunisino: lei ha il fisico prorompente della polena, e prorompente è il loro amore mentre sulla moglie del lindo netturbino Olindo, la sera, soffiano lievemente le pagine voltate di Diabolik. Il tunisino non è stato facile da mandar giù per la famiglia della giovane sposa, neppure la conversione all’islamismo, ma la nascita di un bimbo mette pace. Non è così per la moglie del netturbino che ha solo una bambola da mettere sull’intonso sofà del tinello. E così per Invidia, Odio e Ira mettono a punto un piano che decidono di attuare prima di Natale, per farla finita con i giocattoli che il bambino fa cadere a terra, la musica quando gli amici vanno a trovare la giovane coppia. Insomma farla finita con tutto quel trambusto. Entrano in campo Avarizia, nella scelta degli abiti ormai logori da buttare via e la Gola. Zac! come si fa coi polli. E così finalmente “…hai sentito come si dorme bene adesso?”.
Anche questa volta interviene la Giustizia. Lo fa anche a Erba con una microspia.

 

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xxxx_12_A_NewsLetter_800pxIl Mundial dimenticato – La vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia 1942 è un film documentario ispirato ai registi, Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, da una citazione di Osvaldo Soriano in Pensare con i piedi: “Il Mondiale del 1942 non figura in nessun libro di storia ma si giocò nella Patagonia Argentina.”
Mentre il mondo “civilizzato” è ingoiato dalla ferocia della II Guerra Mondiale, dodici squadre si sfidano per conquistare la coppa Rimet, stranamente riapparsa in Patagonia nel 1942. Formazioni composte da pochi giocatori professionisti mescolati a migranti di mezzo mondo, operai e minatori, ingegneri ed ex cercatori d’oro, acrobati del circo e rivoluzionari in esilio.
Tante le vicende e i personaggi coinvolti: Un mecenate illuminato e visionario. Un cineasta indomabile e velleitario. Un arbitro con la pistola. Una bellissima fotografa ebrea in fuga dall’Europa e dal Terzo Reich. Un infallibile centravanti con gli occhiali. Un portiere indio che ipnotizza gli avversari. Una squadra nazista in missione segreta. Una formazione di illusionisti Mapuche in cerca di riscatto. Una nazionale italiana alternativa e antifascista.
Il tutto documentato da foto, lettere, articoli e dalle interviste a protagonisti del calcio e della cultura (Roberto Baggio, Osvaldo Bayer, Titì Fernandez, Joao Havelange, Pierre lanfranchi, Gary Lineker, Victor Hugo Morales, Darwin Pastorin, Peter Tramp, Jorge Valdano). Nonostante ciò il Mundial dimenticato è e rimane un fanta-documentario, anche se quanto più si avventura nel fantastico e nel visionario, tanto più appare reale e veritiero.

 Il Mundial dimenticato, non dai tifosi italiani, è anche il Mundial del 1934. Dimenticato oggi da Camilla Salvago Raggi, scrittrice 90enne, ma di cui rimane traccia nel suo diario di lei bambina. E si sorprende della mia sorpresa nel saperla allo stadio proprio nell’anno della vittoria per l’Italia del primo Mondiale. A mio avviso è un avvenimento abbastanza eccezionale, considerata l’epoca e non credo sia possibile risalire al numero di bambine che assistettero a quelle partite. Per Camilla questo fu possibile  grazie allo status sociale della sua famiglia ma soprattutto grazie alla loro modernità. Ma comunque, quante di loro avranno, o avrebbero,  annotato risultati e commenti?

diarioDIARIO CAMILLACamilla, nata nel 1924, assistette allo stadio Luigi Ferraris di Genova (più comunemente definito Marassi e scelto allora perché tra i più moderni) alla partita Brasile Spagna, insieme alla cara amica Pasqualina detta Paqui (la scrittrice Beatrice Solinas Donghi). Ecco cosa scrive:

Domenica 27 maggio : Oggi sono andata a colazione da Pasqualina, e siamo andati ad assistere alla partita di foot-ball Brasile – Spagna. Io tenevo per il Brasile. Tutti tenevano per il Brasile. Era molto divertente.
L’arbitro ha annullato un goal che aveva fatto il Brasile alla Spagna. La partita si è svolta al campo di Marassi. Ecco il risultato della partita: Brasile – Spagna : 1-3.

Domenica 3 giugno: Papà ( Paris Salvago Raggi) è andato a vedere Italia – Austria (giocata a Milano). l’Italia ha vinto 1 – 0.

Venerdì 3 giugno
Italia – Cecoslovacchia 2 –1. Meno male! Così l’Italia ha vinto il Campionato Mondiale di Calcio!

Sono poche annotazioni ma sufficienti a dare, se non del Mondiale, almeno un’idea della piccola tifosa.  Conoscendola, non fatico ad immaginarmela esultante! Anzi per dirla a modo suo e di Paqui : squiggellante!

https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2013/04/17/lettere-verdi/

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Di fronte alla coste della Libia…

Di fronte alle coste della Libia si fa naufragio e spesso si muore nel tentativo di raggiungere le coste italiane.
Di fronte alle coste della Libia ci si finge, per un giorno, naufraghi. Accade a Chrissi Island, isola di fronte a Ierapetra, porto a sud di Creta.

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Chrissi Island o Gaidouronisi si trova a 8 km a sud di Ierapetra, da dove partono crociere giornaliere dalla metà di aprile alle fine di ottobre.-

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Nel mare intorno Chrissi la varietà e l’abbondanza delle specie marine sono impressionanti, e i fondali non  superano i 20 m. Il viaggio è accompagnato da gabbiani, banchi di aringhe e delfini e dopo quasi un’ora si sbarca a Vougiu Mati, sulla costa meridionale. Sulla barca vi diranno che Chrissi Island è un’isola deserta: beh insomma, una qualche forma di organizzazione da sfruttare turisticamente esiste, perciò l’illusione del naufragio cede il posto immediatamente al ridicolo non appena si tocca terra con cappello panini ed occhiali.
Sulla barca vi verrà consigliato di comprare acqua ghiacciata, che in realtà si può comprare anche appena sbarcati, e se non siete troppo schizzinosi potete consumare souvlaki cucinati la per là, di fronte ad un ristorantino di cu rimangono tracce o alla Taverna Pelegrina sulla Shell Beach.

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L’isola, dal punto di vista naturalistico, merita comunque l’esplorazione. La vegetazione è varia e la foresta naturale di cedri di Chrissi è la più estesa in Europa (28 cedri per ettaro su 35 ettari di estensione) anche in relazione alle dimensioni dell’isola: 5 km di lunghezza, 1 di larghezza e altezza massima di 10 m. Hanno un’età media di 300 anni, radici che si estendono per il doppio della loro altezza e forniscono un graditissimo riparo dal sole.
Tra i cedri hanno realizzato pittoreschi e affascinanti alloggi i pochi hipsters che sono autorizzati a viverci permanentemente (l’isola è considerata patrimonio da conservare), in cambio di una stretta sorveglianza dell’ambiente.

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In tre ore si possono percorrere i 10 km di percorsi dell’isola ma se fate questa escursione in piena estate è sconsigliabile: provate a rilassarvi su uno degli sgangherati lettini che vengono noleggiati o tuffatevi in quel mare che effettivamente è spettacolare. Spettacolare per chi come noi non è mai stato su un’isola tropicale: calcolando costi e benefici siamo felici di andare in Sardegna.

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E pregate, se come me il vento vi rende isterici, che non sia una di quelle giornate in cui tira da far paura. In quel caso, il promesso paradiso terrestre si trasformerà per voi in un inferno. Giusta punizione per aver voluto giocare a fare i naufraghi.

Al rientro ad Ierapetra è bene sapere che è l’unica città sulla costa sud di Creta, dove nonostante il tentativo di sfruttare il turismo, rimane l’atmosfera tipica greca, soprattutto le piccole taverne e ristorantini che si affacciano sul mare. Perciò, se siete affamati, il polipo grigliato , onnipresente nei menu, è quello che ci vuole. E’ una specialità annunciata dai tentacoli stesi al di fuori ad asciugare al sole.

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E una volta a casa provate a cucinarlo alla greca:
I 1 polipo di medie/grandi dimensioni
1/3 tazza di vino rosso
spruzzata di aceto balsamico o di vino
pepe nero
origano fresco o secco
olio extra vergine di oliva
sale qb
fette di limone
Mettete il polipo in una pentola a fuoco alto e coprire per circa 5-8 minuti. Togliete il coperchio per vedere se è stato rilasciato del liquido, eliminatelo, aggiungete acqua e e fate cuocere per circa 45 minuti fino a quando il polpo è tenero.
Togliete dal fuoco e aggiungere il vino, l’aceto balsamico e un po ‘di origano greco. Lasciare il polpo in infusione fino a quando il liquido si è raffreddato o, meglio ancora, mettere in frigo per una notte.
Togliete dal frigo, tagliate i tentacoli, metteteli in un contenitore in infusione con un po ‘di olio d’oliva, aceto balsamico, origano greco, pepe nero macinato al momento e se necessario un po’ di sale.
Grigliate i tentacoli per circa 2-3 minuti su entrambi i lati  e metteteli  su un piatto da portata. Irrorate con olio extra vergine di oliva, una spruzzata di succo di limone fresco, una buona spolverata di origano secco e un po’ di sale.

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Se volete proporlo come aperitivo componete un piatto con qualche bocconcino di polipo,  una fetta sottilissima di zucchina farcita con una crema alla feta ottenuta frullando il formaggio con un poco di olio d’oliva e origano.

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Ho comprato un biglietto per la felicità

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Torna in Italia il Dalai Lama, questa volta a Livorno (14 e 15 giugno) , e io torno da lui. Porto con me, oltre a Mr Tower,  la mia insegnante di yoga. Che naturalmente non è solo mia ma con lei ho praticato per due anni da sola e nella mia casa, che nei suoi momenti migliori è un pezzo di paradiso. Mr Tower ci viene con più distacco, il distacco del giornalista e da giornalista avvicinerà il Dalai in un incontro riservato. Ma confessa che con la vicinanza il  distacco è impraticabile e cede il passo all’empatia e al sorriso, lo stesso che ha imparato ad apprezzare nell’immagine del Dalai nella nostra cucina.

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E’ un’occasione da condividere con persone almeno coerenti. E loro lo sono, insieme a molto altro naturalmente. Non ti promettono la felicità, ma usano la compassione, ciascuno a modo suo. E la compassione sarà il tema delle due giornate di insegnamenti.

Scopo della vita, dice Sua Santità, è la felicità. E il bisogno d’amore è alla base dell’esistenza umana: deriva dalla profonda interdipendenza che tutti condividiamo uno con l’altro. La vera compassione non è solo una risposta emozionale ma un impegno fondato sulla ragione. Non abbiamo bisogno di diventare religiosi, né abbiamo bisogno di credere in una ideologia. Tutto ciò che è necessario per ciascuno di noi è di sviluppare le nostre buone qualità umane.

Perché andare ad ascoltare queste parole del Dalai Lama? Non sono le stesse usate da Papa Francesco? Sì, con una differenza: nel buddismo siamo noi e solo noi gli artefici del nostro destino. Non esiste fatalità, o volere di Dio o altro che non possiamo controllare. Anche la morte, o il pensiero della morte.

Il Dalai Lama fa sembrare tutto questo umano, molto umano…possibile. Anche la felicità.

https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2013/05/03/scorci-improvvisi-di-altri-orizzonti/

https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/02/26/torce-umane-per-illuminare-la-verita/

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Che bella cosa e’ na jurnata’ e’sole …

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Amlè, gioielli artigianali

Sono giorni di nuvole. Di nuvole che vanno e vengono. Il sole, quando torna, è una promessa di felicità…

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Un tè, come pretesto…

Da qualche giorno a casa si pianifica la  prossima fuga. Scartata per stanchezza la più rocambolesca (da Genova a Nizza in auto, da Nizza a Londra e da Londra a Inverness in aereo, da Inverness alle Orcadi di nuovo in aereo o in traghetto) si finirà per ripiegare per qualcosa di più tranquillo. Se tranquilla in mesi come questi si possa definire ad es. Istanbul che al momento pare la più accreditata.

Io però un’idea meno sfiancante  ma assolutamente originale  l’avrei. Nello stile di Treasures & Tea.  Vi ricordate? https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/02/14/bibliotecaria-in-trasferta-treasures-tea/

Questa volta si tratta di un “cream tea” organizzato, il 4 giugno prossimo,  a Hillside, edificio che si trova a Rottingdean (East Sussex), accanto a Prospect Cottage, dimora di Edward Burne Jones,  uno dei maggiori rappresentanti della corrente preraffaellita. Il pomeriggio prevede anche la visita della casa e dello studio del pittore.  Meglio che accalcarsi a vedere l’ovvia seppur bellissima mostra torinese http://www.mostrapreraffaelliti.it/!!!

La giornata, che inizia con  un “lunch” informale sulla spiaggia

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‘The House the Sea eats’, 1882 , donato a Enid Bagnold by Mrs Ernest Beard

e la visita alla mostra su Enid Bagnold, è organizzata dalla bagnold-2-copyPersephone Books (casa editrice di cui vi ho già parlato), perché  Persephone ha  ripubblicato The Squire, scritto appunto da Enid Bagnold nel 1938, che lì visse, proprio nella casa un tempo appartenuta al celebre pittore, che è anche il luogo in cui è ambientato il romanzo.

A quel tempo l’Autrice aveva 39 anni, era sposata con Sir Roderick Jones, Presidente della nota agenzia   Reuter, e aveva quattro figli. The Squire è un romanzo intenso e appassionato , che è diverso da qualsiasi altro romanzo mai scritto sulla gravidanza e la maternità, sul desiderio e il soppraggiungere della mezza età. Il tentativo di comprendere e descrivere  le emozioni  materne e  gli istinti dei bambini, la gioia e la sorpresa che riguarda tutti, li genitori  e gli altri figli, le persone di servizio,  per una nova nascita ne fanno più che un romanzo, quasi un saggio, tanto è vero che la stessa Autrice confessò di averlo voluto scrivere così che potesse essere capito anche in Cina, o in India ad esempio. Enid non scrisse solo romanzi, scrisse anche commedie. Di lei Virginia Woolf disse che era una “sgradevole ragazzetta” che aveva sposato un uomo ricco. In realtà, pur conducendo un vita molto convenzionale (sposata ad un uomo benestante, circondata da diverse persone di servizio) aveva un forte desiderio di indipendenza e la sua figura merita di essere approfondita.

A Rottingdean visse peraltro anche Rudyard Kipling, a “The Elms” per la precisione, dimora che  venne acquistata dal marito di Enid e poi venduta dalla figlia. Sul terreno dove sorgeva la casa vennero costruite delle abitazioni e il giardino, prima  abbandonato, poi  recuperato e aperto al pubblico, The Kipling Gardens,  è ora di proprietà della  Rottingdean Preservation Society .

207049_fa93e5a4A Rottingdean nel mese di luglio si svolge anche un Festival dedicato all’Autore http://www.kiplingfestivalrottingdean.co.uk/kipling-and-the-village.html

E così tra tè, libri e giardini  mi consegnerei definitivamente alla categoria “vecchie signore di provincia”. Rimane da convincere Mr Tower che questa sì, sarebbe davvero una fuga e allo stesso tempo una pausa, un riconciliarsi col mondo, godendo di infinita bellezza. Prendendo come pretesto una taumaturgica e solo apparentemente sedentaria  tazza di tè.

 

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Salone del Libro: un pensiero per le amiche

Devo dire che l’assenza di qualche anno dal salone del libro  ha reso ancor più difficile l’adattamento al caos che lo caratterizza. Andrebbe affrontato con la ragione, pianificando ogni incontro e ogni stand, ma quest’anno lo abbiamo fatto con sentimento e siamo stati letteralmente travolti.

Eravamo lì per amicizia, e l’amicizia mi ha restituito due titoli che dedico l’uno alle nemiche  e l’altro alle amiche.

Il primo Credevo fosse un’amica e invece era una stronza di Irene Vella (Laurana Editore)  dedicato a quelle, e non sono poche, che come dico io è meglio avere amiche che nemiche, e con le quali è meglio fingere condivisione di intenti, simpatia e molto altro. Bulle, fin da piccole, che possono farti a pezzi, seminare zizzania, metterti in bocca cose non dette. Per le quali traformarsi noi stesse, appunto, in stronze.

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Il secondo Amiche del Cactus di Diletta Dalla Casa & Lorena Sambruna (Golem Edizioni) dedicato alle amiche, quelle vere, con le quali basta un cenno, una battuta per trovare sintonia, ironizzando su stesse ancor prima che sugli altri. Ognuna con il suo stile, con i suoi  problemi naturalmente, magari sedute al tavolino di un bar per l’aperitivo prima di un film.

9788898771059 E’ un libro di “cazzeggio” (così lo definisce l’editore) inteso nel senso più nobile del termine: lasciar scorrere i propri pensieri e riflettere, sorridere, ridere sui grandi e piccoli temi della vita. La copertina non tragga in inganno. Per quanto ci riguarda il sesso non è mai argomento di conversazione.Non è un caso che mio figlio, ironizzando ovviamente, le definisca “le tue serate sex and the city”.

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Genny a’ carogna: favorisca nome e cognome!

Arrivo un po’ in ritardo a dire la mia in merito. Forse potevo anche evitarla, non credo che quanto sto per scrivere possa avere una qualche utilità sociale. E’ un pensiero che mi ha accompagnato durante il mio viaggio di ritorno da Genova, questa notte, dopo la presentazione di I fiori dell’oleandro e Manifesto dell’antimafia di Nando dalla Chiesa e i discorsi fatti dopo, a cena. Prendetela quindi come una riflessione a voce alta.

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Vita da bibliotecaria : My beautiful laundrette

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Lindos ,Library & Laundrette ( 22440 31333; Acropolis; per load €7.50)

La Lavanderia, di proprietà dell’americana Sheila Markiou, fornisce anche servizio di Biblio/Libreria. Il patrimonio è costituito da libri usati in lingua inglese che i turisti in partenza da Lindos depositano e vengono letti da turisti in arrivo.

Effettua, se richiesto,  anche  servizio di stiratura e noleggio di ventilatori.

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