Cuori infranti

Ci risiamo. Ci risiamo con la famiglia felice, il padre perfetto, ambizioso e gran lavoratore, la madre gentile e discreta, i bambini seguiti ed educati. E quando qualcosa accade a spezzare questo equilibrio, quest’armonia ci si interroga sul perché, sui come, e si conclude che non avevamo capito niente. Tutto quanto accade, soprattutto in questi ultimi anni, risulta incomprensibile anche e soprattutto perché accade ormai con una certa frequenza, e quindi non lo si può più ricondurre ad un caso isolato, ad un momento di follia. A meno di non stare diventando pazzi. Tutti. Soprattutto in piccole cittadine di provincia, a volte toccate in sorte, a volte scelte perché i ritmi di vita sono più lenti, l’ambiente amichevole e più facile far crescere i figli. Appunto i figli, spesso le vittime, a volte gli artifici di delitti di cui, anche una volta trovato il colpevole, non si riesce a comprendere la ragione. Perché nulla giustifica quanto accade.

Se non avete letto Cuori infranti di Rosetta Loy (Nottetempo, 2010) quando uscì leggetelo ora. E’ la ricostruzione, in chiave favolistica (da sempre le favole sono crudeli) dei delitti di Novi Ligure e di Erba. Anche in quei luoghi la perfezione giocò un ruolo determinante. E ciò che accadde ha mutato anche la percezione, l’immaginario che se ne aveva.

DSCN9778-001Il Paese del cioccolato” , del cui profumo è pervaso, è fatto di casette a schiera e palazzoni dai muri scrostati, di ragazzi come tanti, che si radunano davanti ai bar e ai videogiochi. Tra loro La biondina, che vive nella villetta a schiera, e il “Pooh” che vive nel palazzone. La biondina ha un fratello che la adora, una mamma maniaca della pulizia, e un papà che programma nuove colate di cioccolato. Quando loro non sono in casa, la biondina e il Pooh danno sfogo al loro amore, lasciando tracce che fanno indignare la mamma. Anche le scorribande in motorino la fanno indignare, urla, cerca di spiegare alla biondina le differenze sociali. Poi tutto si calma, la torta in forno spande il suo profumo e riconcilia madre e figlia, il fratellino succhia il cucchiaio sporco di crema di gianduia. Poi il color del cioccolato si trasforma in rosso sangue, sangue che si sparge ovunque. Insieme alla paura degli “Albanesi”. Ma gli Albanesi non hanno colpe, lo viene a sapere per prima la microspia, e molto presto torneranno al lavoro. Così come il papà della biondina. Nelle case vicine si torna a sorridere, si rifanno torte al cioccolato, tornano i programmi sciocchi in tv, le mamme rimettono a dormire i bambini nei loro lettini anche se li guardano con sguardi diversi. Incredule, allarmate. L’unico a non recuperare la normalità sarà l’addetto alla ricomposizione dei corpi. Ha avuto uno shock e non si è più ripreso. Per malattia contratta sul lavoro gli è stata riconosciuta l’invalidità permanente.

Erbario sta per Erba, e tutti i proverbi che ne parlano: l’erba del vicino è sempre più verde, fare di ogni erba un fascio, l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re…
La cascina non è più quella di un tempo: il cortile trasformato in zona di transito per raggiungere il box, il portale di legno è diventato un cancello automatico. Ci abitano il netturbino Olindo e la moglie Rosa, piccola e piuttosto insignificante, ossessionata dall’ordine e dalla pulizia. Quando ha finito di riordinare la sua casa, va a farlo nelle case degli altri. E impedisce al marito di portare a casa i canarini che lui, nonostante le manone, vorrebbe accudire. O altro animale che possa sporcare. Il box lo ha trasformato in lavanderia.
Al piano sopra vive una giovane donna, sposata ad un tunisino: lei ha il fisico prorompente della polena, e prorompente è il loro amore mentre sulla moglie del lindo netturbino Olindo, la sera, soffiano lievemente le pagine voltate di Diabolik. Il tunisino non è stato facile da mandar giù per la famiglia della giovane sposa, neppure la conversione all’islamismo, ma la nascita di un bimbo mette pace. Non è così per la moglie del netturbino che ha solo una bambola da mettere sull’intonso sofà del tinello. E così per Invidia, Odio e Ira mettono a punto un piano che decidono di attuare prima di Natale, per farla finita con i giocattoli che il bambino fa cadere a terra, la musica quando gli amici vanno a trovare la giovane coppia. Insomma farla finita con tutto quel trambusto. Entrano in campo Avarizia, nella scelta degli abiti ormai logori da buttare via e la Gola. Zac! come si fa coi polli. E così finalmente “…hai sentito come si dorme bene adesso?”.
Anche questa volta interviene la Giustizia. Lo fa anche a Erba con una microspia.

 

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