Books and Art: Un’estate da sola

Linton, Jonathan

Il dipinto, di Jonathan Linton,  non ha titolo. Lo prendo in prestito  da Un’estate da sola,  romanzo di Elizabeth von Arnim:

“Sento il bisogno di rimanere da sola, per una volta, l’intera estate.”

“Ti porterai un libro?”

“Sono pronta ad ammettere che sebbene i campi e i fiori abbiano molto da insegnare, non sempre mi trovo dell’umore giusto per apprendere e a volte i miei occhi sono incapaci di vedere cose che in altre occasioni sono decisamente ovvie.”
“E allora leggi?”
“E allora leggo…I libri, come le persone, soffrono di idiosincrasie, e non si mostrano in tutta la bellezza se il luogo e il tempo in cui vengono letti non li soddisfa appieno.”

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Expo, le donne e la cucina: con il cuore si vince

La ricetta dei “gnocchetti bianchi  della Nonna Bis”

big_image con cui ho partecipato al concorso de Il Corriere della SeraUna ricetta per la vita” ha vinto nella categoria Un piatto dell’infanzia:

http://cucina.corriere.it/ricette/ricetta-per-la-vita/08/19/ricetta_819.shtml

Il concorso era inserito nel progetto Women for Expo, che  parla di nutrimento e sostenibilità e lo fa per la prima volta mettendo al centro di un’Esposizione Universale la cultura femminile. Ogni donna, recita il progetto,  è depositaria di pratiche, conoscenze, tradizioni legate al cibo, alla capacità di nutrire e nutrirsi, di “prendersi cura”. Non solo di se stessi, ma anche degli altri. http://www.expo2015.org/it/progetti/we-women-for-expo

Ne avevo parlato in un mio post https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2013/10/14/la-mia-valtellina-e-i-gnocchetti-bianchi-della-nonna-bis/

Ho vinto una cocotte di colore blu della ditta Staub, sponsor dell’iniziativa http://www.staub.fr/it/home.html

La notizia è apparsa Venerdì 3 luglio  su Il Corriere della Sera

Ricetta per la vitaIl mio nome non appare ed è giusto così. La vincitrice è lei, mia nonna Emilia, da cui ho ereditato la ricetta. Donna mite e forte, che ha vissuto con coraggio anni difficili.

La nonna a Milano, con lo zio Gilberto, durante gli anni della guerra

La nonna a Milano, con lo zio Gilberto, durante gli anni della guerra

Lo ha fatto senza recriminazioni, senza avanzare pretese, sempre preoccupata di recare disturbo, disponibile ad aiutare sino all’ultimo giorno, ed è stato davvero così, la sua famiglia. E’ mancata infatti mentre accudiva Valentina, una dei pronipoti che ha visto nascere.

Ha cresciuto tre figli durante la guerra, e sei nipoti di cui sono la prima. Per una di loro ha viaggiato in Turchia, Iran, Filippine, Grecia … lei che era nata a Prosto di Piuro,  un minuscolo paesino di montagna al confine con la Svizzera.

Chiavenna, ottobre 1933. – Matrimonio di Carmela e Eligio. Dietro di loro Emilia, sorella della sposa e mia nonna, tiene in braccio mia mamma

Con lei ho trascorso molto tempo della mia infanzia, a lei mi ha legato un affetto profondo. Ed è così ancora ora, che lei non c’è più.  Di lei conservo la voce registrata su una cassetta mentre racconta a mio figlio la favola che raccontava a me da bambina: la favola di un principe che si chiamava Federico…si chiama così anche mio figlio, non in omaggio a lei e alla favola, ma perché è un nome ricorrente tra i primogeniti della famiglia di mio marito. E il destino, benevolo,  ha voluto che a mio figlio toccasse questo…

La nonna Emilia, la nonnaBis, merita a pieno titolo questo premio: Women for Expo sembra pensato per lei. E per le tante come lei donne anonime, donne “qualunque” vissute nell’ombra  ma protagoniste nelle nostre vite.

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Consigli di lettura: La moneta della discordia

L’Euro, la Grecia e noi…

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WW1. A story of “almost” love and war…

Una ragazza di provincia e un soldato inglese. Lettere, cartoline e foto scambiate quasi 100 anni fa. Basta poco per raccontare, o sognare, una storia di quasi amore e guerra…

http://www.eastsussexww1.org.uk/a-story-of-almost-love-and-war/

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Fughe e vagabondaggi letterari: Grecia

In Grecia siamo stati nel 2010 e nel 2011. La situazione del Paese era già dichiaratamente disastrosa. Ci colpirono le strade dissestate, i cantieri  e i negozi abbandonati, le case non finite. Per contro erano numerosi i negozi di pellicce. Era il mese di agosto e tutto questo ci parve folle, ma  ci volle poco a capire che erano  gestiti da russi e rivolti alle loro turiste. Abbondavano anche le pellicce per bambine. Nel nostro albergo eravamo i soli italiani. La clientela era russa e israeliana. Si consumava e contemporaneamente si gettava un enorme quantità di cibo. La sera le giovani e belle  mogli, per lo più kazake, degli oligarchi facevano sfoggio di mise indubbiamente costose. Sul gusto avrei da obiettare. Per quella settimana fu come vivere in un’isola nell’isola.

Ma con tutte le isole, e le spiaggette, e i villaggetti, e i motorini, proprio in un grande albergo dovevamo finire? eh sì, partimmo per la Grecia come ultima spiaggia, dopo una serie di lutti in famiglia. Stanchi e avviliti com’eravamo non ce la sentivamo di vivere la vacanza dei massimo trentenni. Del resto ci rendemmo conto che i tanti che partono per mete da sogno a prezzi stracciati di fatto trascorrono vacanze d’inferno, distanti chilometri dal mare, in alberghetti con micropiscinadotatadiponticello che ad attraversarlo ci vuole un passo ma che in catalogo sembra infinito.

Ora la Grecia è alla frutta. Anche quella, in particolarono le arance, erano state staccate dagli alberi dell’area di Syntagma,  dove si riunisce il Parlamento greco, da solerti dipendenti statali, per timore che le persone  imbestialite le cogliessero per  tirarle ai politici.

Portokali

Portokali

Anche il rublo non se la passa bene, i turisti russi sono in calo dal 30 al 50%.   E nell’attesa della risposta al referendum popolare che sancirà l’eventuale uscita dall’Europa della Grecia, il mio post vuole essere un modesto ma sentito omaggio ad una grandezza che ancora, nonostante tutto, si coglieva e che rimane eterna.

Itaca

Itaca

Sempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Itaca, Kostantin Kavafis

Scampoli

Scampoli

E quella volta, una domenica di ottobre, già l’autunno ci moriva addosso e io fumavo sigarette amare, e tu come uno specchio rotto riflettevi quell’immagine sbiadita del ricordo del frammento del brandello del profumo di quell’angolo d’estate e mi dicesti: “Voglio vivere la vita come un alito di vento che, inseguito dall’aurora, già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga, e come donna accarezzare nuovi scampoli d’assenza”.

Poi sei tornata dalla Grecia io fingevo che non mi importava niente, ti chiedevo le notizie più banali, tipo: “Chissà quanta gente avrai incontrato, che bordello di turisti”, tu negavi ed affermavi: “No no no no no no no no no no no no no no no no no no no, eravamo solamente io e Giovanna sopra un’isola deserta tipo c’hai presente due chilometri di spiaggia vuota, dormivamo in un capanno in riva al mare e alla sera i pescatori ci portavano del pesce, facevamo le grigliate sulla spiaggia e cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti fino all’alba, tanto l’isola è deserta
Claudio Bisio

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Casa sul mare

Lindos, Baia di Vlicha

Nel paradiso ho disegnato un’isola a te uguale ed una casa sul mare con un grande letto e una piccola porta
Ho gettato un’eco nelle acque profonde per guardarmi ogni mattina quando mi sveglio
per vederti a metà passare sull’acqua e a metà piangerti nel Paradiso
Nel paradiso ho disegnato un’isola, Odissea Elitis

Zorba

Zorba

“Cosa dicevamo l’altro ieri, padrone? ‘Illuminare il popolo, aprire gli occhi!’. Bene, prova ad aprire gli occhi al vecchio Anaghnotis! Hai visto come sua moglie stava impalata ad aspettare i suoi ordini? Ora prova ad insegnarli che la donna ha gli stessi diritti dell’uomo, e che è una cosa crudele mangiare un pezzo di carne del maiale mentre il maiale grugnisce di dolore davanti a te, e che è una grande sciocchezza compiacersi della grandezza di Dio mentre muori di fame! […] Lasciali stare tranquilli, padrone, non aprir loro gli occhi; se glieli apri, che cosa vedranno? La loro povertà e miseria! […] A meno che, quando aprono gli occhi, tu non abbia da offrire loro un mondo migliore…Ce l’hai?”
Zorba il Greco, Nikos Kazantzakis

Ao longe o mar

Ao longe o mar

Não faz muito sentido
Já não esperar o melhor
Vem da névoa saindo
A promessa anterior

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La Birkin e i coccodrilli. Del Nilo, mi raccomando…

Ve la ricordate Cocco e Drilli? Vinse lo Zecchino d’oro nel 1974. Io sì: avevo 15 anni, troppi per seguire la trasmissione ma la canzone, in qualche modo, deve aver fatto breccia nella mia mente. Soprattutto quel “ne vuole far borsette e beauty case…”.  Forse in me era già latente la sindrome da Hermes victim. Tant’è che oggi, mi è tornata in mente. In che occasione?

Mi è arrivato un avviso di Christie’s per un’asta on line di borse.  Iconiche naturalmente, e per lo più di Hermes. E per lo più Birkin. Dite che la Birkin non via piace e non vi crederò. Dite che non sareste disposte a sottoscrivere un prestito per averla e mi parrà più credibile. Perchè per comprarla la Birkin, quella che mi ha fatto venire in mente Cocco e Drilli, ci vogliono 70.500 dollars. Convertiti in Euro, secondo i calcoli di Christie’s, fa 65,931.6 Facciamo le signore, facciam  66.000 e non pensiamoci più! E’ una Birkin in coccodrillo opaco del Nilo color ametista. NYR_11537_0109.jpgScomettiamo che va via in un attimo? per qualcosa meno ne portate via una di alligatore.  Se proprio volete risparmiare c’è quella di vitello, ma sono sempre 15.000 Euro. A questo punto, rimarrebbe quella di coccodrillo del Marocco, quello di Cocco e Drilli, appunto.  Di pelle della Drilli per l’esattezza. Se non fosse che il cacciatore la ributtò in acqua per sfuggire ai coccodrilli.  E quindi non esiste. Come del resto non esistono coccodrilli in Marocco, più probabile varani. Ma una borsa di varano sarebbe così cheap!

Il vero cacciatore di Birkin sappiatelo non si arrende davanti a nulla. Come lo so? Ho letto Bringing home the Birkin di Michael Tonello che di professione fa il procacciatore di borse per ricche clienti di case d’asta. Come Christie’s’, appunto.

m_tonello20150609_21254420150609_213220Tutto ebbe inizio quando Michael, trasferitosi a Barcellona per un lavoro poi sfumato, decise di vendersi una sciarpa di Ralph Lauren su eBay per procurarsi del contante. Visto il profitto, mise in vendita tutto quanto era vendibile e iniziò a diventare celebre tra i collezionisti che gli chiedevano aiuto per procurarsi i pezzi mancanti.  Il libro è divertente, avventuroso, pura follia. E se non volete acquistare il libro, che nel frattempo  è stato tradotto in italiano, potete dare comunque un’occhiata al suo blog, e tenervi informate. http://bringinghomethebirkin.blogspot.it/

Chissà che non salti fuori una Birkin di coccodrillo del Marocco che anche voi, anche io, potremo permetterci.

Della Birkin ho già parlato qui:

https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2013/12/10/balocchi-profumi-e-le-lacrime-di-jasmine/

https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2015/01/30/non-ho-un-tailleur-non-lho-mai-avuto-sono-una-donna-che-non-conta-legge/

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Carla Serena, la Georgia e il paese della mia simpatia

9788817012911_0_200_337_75Carla Serena sta al primo posto nella mia classifica delle donne viaggiatrici. La ragione? è stata la prima.E la prima ad andare nel Caucaso, da sola, dove rimase 3 anni. La prima ad andare in Georgia.

Lo fece nella prima metà dell’Ottocento. Il resoconto del suo viaggio, Mon voyage : souvenirs personnels , contiene  disegni delle varie regioni della Georgia, di Borjomi, di Gori, informazioni riguardo   l’etnografia e  le diverse religioni, ritratti di persone e la loro vita quotidiana.

Su di lei ha scritto, in Italia, Daniela Pizzagalli, nel libro dal titolo Il viaggio del destino (ed. Rizzoli).

Caroline Hartog Morgensthein, che dopo le nozze prese a firmarsi Carla Serena, visse per anni a Londra getImage.phpcome protagonista dell’alta società dove aveva seguito il marito, Leone, esiliato dopo la caduta di Venezia , il 27 agosto 1849, ad opera di  “uno squadrone di ungheresi in giubbe bianche” e conseguente fine della Repubblica di San Marco.  Intorno ai cinquant’anni sentì nascere in sé  la vocazione giornalistica e il bisogno di viaggiare. Lo fece con successo, ottenne riconoscimenti, qualcuno adirittura osò fosse una spia. Ed oggi ahimè, è per lo più ignorata.

E io cosa c’entro? C’entro, c’entro … perché dalla Georgia sono tornata da poco. Non ho viaggiato da sola, l’ho fatto con Mr Tower, che da sempre esaudisce i miei desideri che sono anche i suoi. Non ho fatto disegni. Ho fatto, according to the times, molte foto. Non sono e non diventerò mai famosa, ma l’idea di scrivere di viaggi mi solletica da sempre.

Mi sono avvicinata a questo viaggio perché mi giungevano, in pillole quasi quotidiane,  immagini di un paese ancora intatto, così distante dalla mia quotidianità. Un paese, uno dei tanti, di cui noi occidentali vogliamo occuparci senza saperne nulla.

E perché avevo bisogno di riconfermare in  me, avendo superato i 50,  la capacità di abbandonare le comodità del turista e quella di adattarsi alle scomodità del viaggiatore. Come Carla

Rinunciai al mondo e alle sue pompe sotto la specie dei miei falpalà, e partii munita soltanto dello stretto indispensabile…

Ma anche la capacità di confronto con le persone, di altri mondi, di altre condizioni. Approfondire le conseguenze della politica sulla vita delle persone.

20150515_093430-1Ho cercato e percepito lo spirito del paese. Un paese difficile, per condizioni ambientali e non solo, che forgia persone forti e  caparbie. E con un grande cuore.

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Ushguli, Svaneti, Georgia

DSCN4986Una sorta di esame a cui mi sono sottoposta che sento di dire di aver superato. Lo devo soprattutto alla Georgia, alla sua gente: i Georgiani non sono solo interessanti da osservare ma sono amabili, onesti, generosi. Cercano un contatto, con lo sguardo.

Lo devo alla natura bellissima e a volte misteriosa. Alle sue strade, un continuo su e giù, e spesso faticose, come la vita. Al misticismo così intenso di alcuni luoghi e alla semplicità della religiosità popolare.

DSCN5083DSCN5171Al fascino di alcuni quartieri delle città più grandi, nonostante la decadenza. Affascinanti forse proprio per questo, perché non vengono cancellati i segni del passato.

DSCN5015Il nostro viaggio verso Oriente è iniziato a Budapest, dove Carla iniziò ad interessarsi dell’Oriente,  e lo dobbiamo ad un ungherese, Tamàs, la nostra guida: uomo colto, curioso, originale. Che per quanto possibile, continueremo a seguire. Fosse anche in capo al mondo.

La vie est un enchainement de souvenirs. Voyager, c’est multiplier ces souvenirs. – C.S.

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Villa Schella, quattro passi nel parco: c’è Fiorissima!

Villa Schella è una bella villa , appena fuori dal centro abitato. La si scorge appena, oltre il lungo viale alberato. Un piccolo angolo di paradiso  che riporta alla storia paesaggistica e botanica della collina piemontese dell’Ottocento.

imagesIl nome deriva dal dialetto e significa scodella, tazza perché lì confluivano le acque che scendevano dalle colline circostanti: la vista si perdeva tra broschi e filari. Quando i terreni della villa confinavano con quelli della Fornace, che apparteneva alla stessa proprietà, l’acqua veniva pompata da un mulino a vento di produzione americana, primo e unico in quella zona.

indexLa villa rappresenta l’evoluzione di una residenza rurale settecentesca, con la realizzazione ottocentesca di un parco ispirato all’idea di giardino informale  inglese, in cui la natura e la sua spontaneità sono le protagoniste assolute.

imagesAll’epoca della trasformazione in villa risalgono  anche gli ippocastani che costeggiano il lungo ed ombroso viale d’ingresso, fiancheggiano la Villa e e circondano la piccola fontana, fatta di un putto con il corpo da sirena, riproduzione di una fontana  che si trova nel Castello di Willanow, in Polonia.

Il terreno che sovrastava la Villa era coltivato a vigneti, mentre nel Parco, di circa 3 ettari,  si trovavano, si trovano, carpini, un cipresso calvo e monumentali ipoccastani, cedri deodara e un gigantesco cedro del Libano, di 30 metri d’altezza e con una circonferenza di 530 cm.

Villa Schella deve la sua esistenza alla famiglia Parodi-Delfino, che nel XIX secolo acquistò una semplice cascina per trasformarla in villa. I proprietari, appassionati di botanica e sempre alla ricerca di specie esotiche, dedicarono molte cure e attenzioni al parco che costituiva il naturale collegamento tra l’architettura della villa e il paesaggio circostante.

Villa Schella  ospita un B&B di gran classe http://www.villaschella.com  : lo dimostrano le residenze, arredate con semplicità ma con un gusto che si percepisce avere radici lontane. Nonostante tutto questo ci si muove con estrema semplicità e naturalezza. A pochi metri dalla stazione ferroviaria garantisce comunque il giusto isolamento per chi cerchi tranquillità e contatto con la natura. Il centro è facilmente raggiungibile anche a piedi. Tra gli ospiti illustri Julia Roberts, qualche anno fa, in occasione del matrimonio di amici. E se è piaciuta a lei…

All’interno del Parco si svolgerà,  il 6 e 7 giugno prossimo,  la prima edizione di Fiorissima, Mostra mercato florovivaistica, che ha tra i suoi scopi quello di mettere in contatto il mondo del giardinaggio e quello dellle ville e dimore storiche ai cui giardinieri si deve il moderno vivaismo. Saranno presenti quindi vivaisti colti in grado di soddisfare le
richieste dei più esperti ma anche le curiosità dei cultori meno specializzati.
immagine_largeTra gli espositori non solo vivaisti ma anche Vasco Venturi, artigiano del cotto
421950_572926542725384_235457312_n_thumb[5]Roberto Lucchinetti, artigiano della pietra ollare

6_e  Giuliana Bellina, con le sue ceramiche fiabesche

2015-03-10 19.53.25importatori di spezie http://www.sdspezie.com/, e la libreria OOLP di Torino,  specializzata in giardinaggio, arte e fotografia http://www.libreriaoolp.it/ .

Nell’ambito della manifestazione si svolgeranno diversi eventi. Segnalo, imperdibile, la visita guidata al Parco condotta da Mario Palenzona, esperto Agronomo, consulente in campo ambientale e in attività afferenti al settore Forestale, dell’Arboricoltura, della Tartuficoltura e del verde arboreo da ornamento e da ombra.

Avranno anche luogo presentazioni di libri:
Sabato 6: Buon Gardening! (Mondadori) di Simonetta Chiarugi, autrice di libri e del blog Aboutgarden http://aboutgarden.it/, Sciroppo di rose (Ed. Sagep) di Sergio Rossi http://ilcucinosofo.blogspot.it/ e degustazione di sciroppo di rose presidio Slow Food dell’ Azienda Agricola Artemisia di Montoggio http://www.artemisia-montoggio.it/
Domenica 7: presentazione delle ultime novità dell’editore Maestri di Giardino, collana Scrivere verde,Nativa dei prati” di Elisa Tomat e “Le mie peonie” di Giovanni Buffa http://maestridigiardino.com/.

Il programma della manifestazione comprende comunque molto altro. Vi invito pertanto a consultarlo all’indirizzo http://www.fiorissima.it La manifestazione, che tra gli altri ha il patrocinio di Expo, è organizzata da Giovanna Zerbo, Architetto esperta di paesaggio e giardini.

“La vita è una situazione ammirevole, non credi anche tu? Denota un tale ingegno avere un mese di giugno ogni anno e un mattino ogni giorno, per non parlare degli uccelli, di Shakespeare, e del proprio lavoro… Vedi quanto bene mi ha fatto un pomeriggio tranquillo al sole con le margherite?”
Elizabeth von Arnim

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Fortitude, le Svalbard e le operazioni sanguinose

indexBella Fortitude, la serie  ambientata nelle Isole Svalbard, Arcipelago del Mar Glaciale Artico, conclusa ma riproposta sul canale britannico  Sky Atlantic, che l’ha prodotta. Per fortuna una finzione, appunto.  La natura è di una bellezza estrema, a tratti angosciante e inquietante, adatta ad ospitare chi abbia qualcosa da nascondere o dimenticare.  D’istinto verrebbe di associare il bianco alla purezza e invece la storia conduce in un labirinto di perversione, tradimenti, menzogne, segreti inconfessabili tipici del thriller psicologico  per concludersi con un finale horror, a cui si arriva dopo una serie di orribili omicidi. Il bianco immacolato delle Isole si macchia quindi di rosso sangue. Inviato da Londra per indagare arriva Eugene Morton (Stanley Tucci), detective ispettore capo della polizia britannica, nonché ex agente dell’FBI,  nell’ambito di una collaborazione tra la polizia norvegese e britannica.

unnamed-1Sempre di collaborazione tra Norvegia e Regno Unito si parla anche in Operazione Fritham di Monica Kristensen, pubblicato da Iperborea, in cui l’Autrice ricostruisce le vicende dell’operazione militare congiunta, condotta durante la seconda guerra mondiale, che avrebbe dovuto togliere ai tedeschi il controllo delle isole e quindi lo sfruttamento delle miniere di carbone. L’operazione fu fallimentare e si concluse con un bagno di sangue.

indexL’autrice è una nota glaciologa ed è una delle più note esploratrici polari nordeuropee. Il suo libro oltre che un resoconto storico e di un viaggio in una delle zone più remote del mondo, può trasformarsi in un efficace mezzo per fare un viaggio all’interno di sè. Provare ad isolarsi, fare silenzio intorno per ascoltare “i rumori” che arrivano dalla nostra coscienza e considerare che l’ambiente esterno, anche naturale, ha un peso anche sulla nostra capacità di resistere alla durezza della vita, che può trasformarci da docili in aggressivi. Scoprire che dove la comunicazione sembra più difficile o addirittura mancare, in realtà si fa più profonda. Scorgere orizzonti prima ignorati, cambiare prospettiva. Provare a cambiare, anche dentro di noi. Insomma, tutto quello a cui dovrebbero servire viaggi e libri.

dd871603-fb13-4db1-ad08-3d3a8871ca63.Di Iperborea ho già parlato qui https://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/?s=iperborea

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Cenerentola. Sempre la solita storia, ma è l’abito a far la differenza

La storia è sempre quella, ma riscritta in fashion style. La Cenerentola di Steven Guarnaccia  ha le sembianze di Twiggy, risponde cioè ai canoni della bellezza del xx e del XXI secolo. Capelli corti, munita di aspirapolvere, veste poveramente ma la sua tunica ha toppe nel classico tessuto a scacchi di Burberry, lo stampato Mondrian di YSL, il motivo anni ’30 di Sonia Delaunay; quello leopardato di Dior degli anni ’50 e il pied-de-poule di De Pinna del 1885. Ai piedi “scarpa auto da corsa” disegnata  Katharina Denziger (1965) per  Herbert Levine, ora esposta al MET di New York. 
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Non ha la fata madrina ma il mago padrino con le sembianze di Karl Lagerfeld, che la sera del ballo al castello le fa provare diversi abiti, tutti naturalmente esclusivi.
Un abito di carta “souper dress“, ispirato alla Campbell’s soup di  Andy Warhol (1966-1967) e messo in vendita dalla stessa compagnia (se ne trova uno su ebay per 2.399 $)
DT420 l’abito creato da Yamamoto per il tour Aladdin Sane di David Bowie (1973)
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un abito sportivo creato da Varvara Stepanova, artista russa,  nel 1923
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l’abito “Tributo a Wesselman” creato da Yves Saint Laurent nel 1966 per omaggiare il pittore americano autore di
celebri nudi pop.
indexLa scelta finale cadrà su un abito di Vivienne Westwood ispirato alla Statua della libertà creato da Vivienne nel 1988. Un abito decisamente da sera e destinato ad una principessa, con corsetto in pelle argentata e lamè e una gonna a balze di tulle bianco. Ai piedi sandali in PVC di Miuccia Prada (2010).
collageE la matrigna e  le sorelle? sempre i soliti mostri, per nulla migliorate dagli abiti esclusivi: abito Barbaresque di YSL (1959) , cappotto di velluto rosso di Jean-Philippe Worth (1910), abito Pink Corset di Jean Paul Gautier (2010), cappotto in Marabu di Givency (anni ’70).
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E il Principe? un tipino carino anche se dall’aspetto po’ demodé per la Cenerentola Twiggy di questa versione della favola. Ma chic e sofisticato, come si addice ad un principe. E in fondo, al di là dell’aspetto, alla moda, perché come capita sempre più di recente, sposa una “commoner”. E  forse sta qui la sola variante al finale  tradizionale, perché le “commoner”  che sposano principi, nella realtà,  sono tutt’altro che povere…
Il libro Cenerentola, una favola alla moda è pubblicato in Italia da Corraini Edizioni.
cenerentola
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