Hermione Granger: comprimaria o eroina? E noi?

Avete letto ai vostri figli Harry Potter e il risultato è che tifano per Hermione, figura “solo apparentemente” comprimaria…

Silvia Neonato

Silvia Neonato, Presidente della SIL

Hermione è  molto diligente,  può essere autoritaria e, a volte, eccessivamente pignola. Legge e studia molto e la sua conoscenza, insieme alla saggezza, saranno fondamentali nello superamento delle sfide. È coraggiosa e leale,  ha uno spiccato senso civico, sa assumersi responsabilità. Grazie al Giratempo, riesce ad essere in più luoghi contemporaneamente ma….Ma un certo punto il suo personaggio si modifica, le sue caratteristiche, che spesso l’hanno isolata, dolcemente si attenuano.

Non avrà paura di mostrarsi fragile, saprà rinunciare all’amore per difendere una giusta causa, capirà che i risultati scolastici non sono il solo metro di valutazione delle persone,   e molto altro.

Tutto ciò è normale, sappiatelo. Soprattutto se siete madri single di figli maschi. Come lo so? Lo so perchè l’ho sperimentato su me stessa. E perchè me lo ha spiegato, con competenza e simpatia, Bia Sarasini, giornalista e saggista, durante un corso che ho frequentato e che si è appena concluso, dal titolo “Protagoniste e comprimarie nei libri per l’infanzia e l’adolescenza: la trasformazione dei modelli di comportamento da Piccole Donne a Harry Potter”, organizzato dalla SIL – Società Italiane delle Letterate.

Bia Sarasini

Bia Sarasini

Non conoscete la SIL? La Sil si occupa di scritture, politiche, culture delle donne. Ha un sito,   http://www.societadelleletterate.it/organizza corsi, convegni e pubblica una rivista Leggendaria,  nata nel gennaio 1997 e distribuita in libreria e per abbonamento.  logo leggendariaParte dal  punto di vista delle donne per fare un’approfondita  critica del presente, favorisce la scrittura di giovani donne e dedica una sezione apposita ai giovani lettori e alle giovani lettrici – “Under15”. Ogni numero si apre con un tema;  focalizza l’attenzione su personaggi, autrici, pensatrici; pubblica recensioni. Ha un costo di abbonamento on line annuale, per chi ha meno di 35 anni, di soli 38 euro. E ha un progetto ambizioso: rendere le ragazze, le giovani donne, e anche quelle meno giovani come me, protagoniste. Non è una bella idea per un regalo di Natale? Può durare tutta la vita.

http://www.leggendaria.it/

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Un libro sotto l’albero fra i boschi e l’acqua

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Un libro fotografico sotto l’albero

un mio desiderio che rimarrà tale ma che importa…ho imparato cose che ignoravo 🙂

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Istantanee da una libreria. La nostra.

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Il libro è lì, da sempre. Ben ordinato negli scaffali che riguardano ebraismo, shoah, cultura ebraica. Sta tra Notte sull’Europa, Le mie ultime parole. Lettere dalla Shoah a cura di Zwi Bacharach e Gerico 1941. Storie di ghetto e dintorni di Igor Argamante. Ho voluto metterlo in evidenza dopo che ieri, a Savona, “i forconi” hanno urlato al libraio della Ubik “Chiudete, bruciamo i libri”.

Il tutto è stato documentato in un video dagli studenti di Radio Wave del  Campus Universitario di Savona.

http://www.rsvn.it/campuswave-ha-filmato-i-forconi-davanti-alla-ubik.lits4c36306.htm#.UqoiOlcOrEQ.facebook

Continuiamo a seminare, continuiamo a comprare libri. Ad ammassare riserve per l’inverno dello spirito ( M. Yourcenar) :  Una casa senza libreria è una casa senza dignità, — ha qualcosa della locanda, — è come una città senza librai, — un villaggio senza scuole, — una lettera senza ortografia (E. De Amicis).

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Balocchi, profumi e le lacrime di Jasmine

Safari fotografico tra le vetrine dei negozi che adooooroooo! Le vetrine sono “tripudianti” di oggetti costosi, anche no veramente, ma comunque esposti con classe e astuzia. L’utilizzo sapiente  di giocattoli evoca  ricordi infantili, la letterina per Babbo Natale. Non cedo alla seduzione e  tiro dritto. Non senza aver però fotografato “la lista dei desideri” .

Tina Pedroni

Tina Pedroni

E poi finalmente al cinema dopo settimane di teatro, solo teatro. La scelta del film  tocca sempre a me, questa volta non è difficile. Optiamo per Blue Jasmine, l’ultimo di Woody. E’ tragico, ma l’ironia stempera il cinismo.  E’ una favola con la sua morale: l’avidità punita con la povertà. Jasmine è un personaggio delirante,  una donna soggiogata dalla sua insicurezza e dal denaro del marito e in nome degli optional che la sua condizione le offre “ignora” tutti gli illeciti di cui l’azzeccatissimo e affascinante Alec Baldwin si rende colpevole.

art-CB4-620x349Sarà la gelosia e non un rigurgito di onestà a indurla a fare la telefonata che darà una svolta tragica alle loro esistenze.

Cate Blanchett è straordinaria, ha un repertorio infinito di espressioni con le quali alla fine riesce a conquistarsi la  nostra compassione. Per lo più quella di Mr. Tower, diciamolo. Io ho iniziato a rosicare per il suo guardaroba dal primo fotogramma .

Il film offre alcune indicazioni di natura finanziaria che è bene memorizzare, se siete inclini allo shopping compulsivo:

1.      Imparare ad usare il computer. Vi aiuterà a trovare un lavoro. E a comprare capi firmati a prezzo ridotto.

2.      I gioielli non sono un investimento. Sono costosissimi nel momento in cui li acquisti, ma si svalutano moltissimo quando decidi di venderli.

3.      No a borse di marca con monogramma. In caso di necessità sono più difficili da piazzare.

 La costumista Suzie Benziger avendo a disposizione solo 35.000 dollari ha dovuto  strisciare per ottenere a poco prezzo o gratuitamente giacche di Chanel, golf di Missoni, valigie di Louis Vuitton, scarpe di Roger Vivier.  E la mitica Birkin. Il cui costo varia dai 6.000 ai 120.000 Euro.

Hermes+Birkin+BagLa Birkin che dal primo fotogramma Jasmine indossa come scudo per proteggersi dal contatto con un mondo che disprezza, insieme a una giacca di Chanel, creata apposta per lei. Una giacca morbida, arrendevole , perfetta per la scena finale.

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Blogger we want you!

Scrivere per svuotare la mente e riordinare le idee, fotografare per catturare immagini, atmosfere, particolari. Lasciarsi sorprendere. Andare oltre, oltre le immagini per creare relazioni con persone, fatti. Condividere.  E sorridere. Anche di se stessi. Ecco, queste le ragioni del mio blog, il manifesto della mia candidatura.

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Crepe Suzettes? Si comincia da piccole…

No, no, non si parla di corsi di cucina. O meglio, se ne parla ma solo come conclusione. Crepe Suzettes è il titolo della nuova collana pubblicata da Edizioni EL, casa editrice specializzata in libri per bambini, in cui sono usciti tra ottobre novembre  due deliziosi librini: rispettivamente Un sogno che si avvera e Che pasticcio, Clementina!

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La protagonista, Clementina Neropepe, accompagnata dai genitori, arriva a Parigi per partecipare alle difficilissime selezioni all’Ecole d’Haute Cuisine Jean Fresnay. La speranza ovviamente è di superare l’esame di ammissione e nell’attesa Clementina si lascia conquistare dalla città. Sul suo taccuino annota luoghi, pensieri e tutto le appare charmant e fantastico. Fa amicizia con la figlia di pizzaioli italiani, Susanna Contursi, anche lei aspirante cuoca, e il sogno si raddoppia.

pasticcioPassano entrambe l’esame e insieme ad altri ragazzi da ogni parte del mondo iniziano la loro vita all’Accademia, seguiti dalla direttrice, ma del famoso Chef neppure l’ombra. L’Accademia è dura, l’impegno richiesto è altissimo, e Clementina rischierà di venire espulsa dalla scuola.

L’autrice, Lorenza Bernardi,  ha lavorato per diverse case editrici prima di decidersi a mollare tutto e dedicarsi alla scrittura, anche di sceneggiature per cartoni animati.  Sogna che un suo libro diventi un film.

Ricordate Sabrina? Anche lei parte dall’America per imparare la french cuisine. Come tanti. SABRINAPer fortuna nella realtà da tutto il mondo si parte per l’Italia, per frequentare  l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima università al mondo nel suo genere, nata da un’idea di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.  La mission non è solo quella di insegnare la cucina, ma creare una formazione complessiva che riguardi l’agricoltura sostenibile, le diversità bio-culturali, tecnologie alimentari e molto altro. Durante gli anni dell’università sono previsti stage all’estero, in Europa e nel mondo. Sicuramente anche a Parigi.

Se avete amiche con prole o nipoti, in un’età compresa tra i 9 e i 10 anni,  perché non regalate questi due libricini per Natale? sono economici, accattivanti e possono scatenare una passione magari sopita. E far intravedere nuovi possibili orizzonti, a volte non troppo lontani. E se poi viene la voglia di provare, fateli provare…a casa, nel tempo libero. E se il tempo è poco e le nonne sempre più sgambettano in palestra e sempre meno tramandano ricette, allora iscriveteli ad un corso. Un corso di cucina per bambini. Ormai sono tanti. Anche qui da noi.

http://casaparodistore.it/

giulia cucina-001

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Consigli dalla biblioteca: Cinzia Robbiano

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Ha sempre ragione Bob!

dylan pisapia

Pomeriggio in centro a Milano, in attesa del concerto di Bob Dylan. Per me è la ripetizione di un rito, quando nel fine settimana si andava dai nonni passando per il centro che per noi bambine, che venivamo dalla campagna, era come aprire il forziere dei tesori. Prima che l’età adulta ci allontanasse dalle abitudini.

Abbiamo evitato l’uscita Duomo della metro per limitare l’effetto Totò-Peppino e siamo scesi a Montenapoleone. Sono stata imediatamente fagocitata da un outlet multimarca  posto strategicamente proprio all’uscita della metro. Meraviglia delle meraviglie! Borse scarpe abiti e molto molto altro hoganguccifenditod’storyburch…insomma: il meglio radunato in una sorta di labirinto dove ho concluso che assicurarsi l’affare richiede anche doti fisiche che ahimè sembrano non appartenermi più.

La-cartina-con-i-consiglie-e-gli-indirizzi-top-di-via-Montenapoleone-via-Verri-e-via-Sant-Andrea_main_image_objectRipieghiamo su Montenapo dove è un tripudio di vetrine e negozi in stile, diciamolo, non proprio minimalista. Ma sembrano presi d’assalto. Davanti all’ingresso hanno auto che paiono uscite da un fumetto, che non sappiamo riconoscere, ma che evidentemente sono un “must” visto che in tanti ci si fanno fotografare accanto. L’assalto è anche alla Pasticceria Cova dove non riusciamo neppure ad avvicinarci al bancone per un caffè. In San Babila il ricordo degli scontri tra destri e sinistri sfuma tra la folla che con fiero cipiglio ci sbattacchia di qua e di là.  Scivoliamo verso corso Vittorio Emanuele dove siamo costretti a camminare in centro strada perché sotto i portici è un flusso continuo di persone, soprattutto giovani, indaffaratissimi e carichi di sportine, sporte e sportone. Ecco, proprio lì, da Fiorucci, compravamo cose che a ripensarci ora fanno venire i brividi. Ci domandiamo se tutto questo sia vero, perché in quella parte della città la “crisi” sembra non aver mietuto vittime ( in altre zone ci hanno sorpresi i giovani che ai semafori si improvvisano giocolieri, modalità più creativa del lavavetri per racimolare qualche spicciolo). Nei bar con dehor molti turisti stranieri, ma non solo, mangiano piatti di spaghetti ben prima dell’ora di cena: abitudine ormai consolidata anche in Italia quella di alimentarsi  a qualsiasi ora del giorno. E finalmente tra una signora chic, un giovane pieno di vita  e una russa con gambe chilometriche arriviamo in Piazza Duomo. Il Duomo e la Maddonina da poco restaurati sono bellissimi. Penso a quando ero bambina e quando pensavi al Duomo ti veniva in mente il profumo di panettone, il simbolo della città, ora sostituito dalla ‘ndrangheta.

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Rimaniamo  5 minuti fermi immobili a guardarli mentre in sottofondo canto  O mia bela Madunina.

Mr. Tower ribatte con Ma se ghe pensu. Ecco, a questo punto è davvero ora di andare. Diciamo che è meglio, va! L’effetto migrante è raggiunto, a dispetto di tutti i nostri tentativi per evitarlo, e siamo stanchi e confusi. Tornare al silenzio e al deserto della Bicocca la sera ci rassicura, è come tornare a casa. Times they’re changing. Aveva ragione Bob. Ha sempre ragione Bob. Infatti  neppure lui è più lo stesso.

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China Blue

Nel film-documentario China Blue, il regista Micha Peled racconta la storia dell’adolescente operaia Jasmine Lee. A 16 anni, Jasmine, è costretta a lasciare la sua casa nella provincia di Schicuan, nella Cina sud-occidentale, per recarsi a lavorare in città come operaia in una fabbrica di jeans destinati al mercato occidentale. Insieme a lei Giada, Orchidea e altre a cui i genitori non hanno voluto dare nomi tradizionali cinesi e che spesso hanno documenti falsi forniti dal datore di lavoro perchè hanno meno di 16 anni.
La giornata lavorativa di una operaia come Jasmine nelle export processing zones cinesi inizia con estrema puntualità alle 8:00 del mattino: ogni minuto di ritardo è detratto dalla paga. Si lavora quasi ininterrottamente, con l’eccezione di una breve pausa per il pranzo, sino alle 19:00. Dalle 19:00 in poi inizia lo straordinario che nella maggior parte dei casi prosegue sino alle 2:00-3:00 del mattino, tutti i giorni. Rispettare i termini di consegna stabiliti dalle grandi multinazionali della distribuzione (grandi catene commerciali) è il mantra di tutti i medio-grandi imprenditori cinesi. A scapito di tutto, ed in particolare dei diritti e della dignità dei propri lavoratori e lavoratrici.

China Blue ripercorre a ritroso la strada compiuta dalla merce. Risale alla fonte per comprendere cosa ci sia realmente dietro parole come “delocalizzazione della manodopera” o “crescita esponenziale delle economie dell’estremo oriente”.

E interroga le nostre coscienze, ci costringe ad aprire gli occhi : ogni volta che compriamo un capo “cinese” e quindi “economico” per noi, dobbiano sapere che è  costosissimo in termini di qualità della vita per chi lo produce. Così costoso da rimettercela, la vita.

chinablue

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