Vita da bibliotecaria: credevo fossero 2 libri e invece…

…e invece era lo stesso, ma 10 anni dopo. Come gli umani, i libri, con il passar del tempo, cambiano faccia. E’ nella natura delle cose: la grafica evolve e si adegua al gusto. Ci sta. A volte cambia anche il titolo ma  il libro è sempre quello.

DSCN4609Capita con il libro di Elizabeth von Arnim Christopher and Columbus pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri: nel 2004 con il titolo Cristoforo e Colombo, e nel 2014 con il titolo Due gemelle in America. L’editore, gli va riconosciuto, lo dichiara nel risguardo di copertina ma ormai il libro è arrivato e va nello scaffale, insieme ai molti altri dell’Autrice. Pazienza…confido nelle strategie commerciali degli editori: la copertina selezionerà lettrici diverse. Io ad esempio non avrei dubbi a scegliere la prima che ritrae The Violet Kimono, dipinto di Robert Reid, contemporaneo dell’Autrice. I suoi dipinti, definiti sentimentali, come del resto i romanzi di Elizabeth, ritrassero spesso soggetti femminili e quasi sempre in una natura

reid-the-violet-kimono-1910 piena di fiori, con una prevalenza di tinte pastello. E poi il kimono è trendy…

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Gucci Spring/Summer 2015

 

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Incalza, i libri e il Family Business

I libri da sempre nascondono tesori, e segreti. Anche dietro. Quante finte librerie ricordate di aver visto nei film? su tutte, quella della indimenticabile scena di Frankenstein Junior: rimetta a posto la candela!

originalindexNon tutte hanno avuto nobili scopi. Neppure quella di Incalza. Che pare non essersi ispirato a nobili fonti ma ad una collana di Harlequin Mondadori, la Harmony Jolly per l’esattezza. La serie in questione è Affari di famiglia, nel paese di origine gli USA, Family Business, publicata da Harlequin, casa editrice molto seguita (ora di proprietà di News Corp, di Rupert Murdoch) : pare che i suoi lettori leggano da 50 a 100 titoli all’anno, pubblicati in 33 lingue e distribuiti in 100 paesi.

«Ho trovato dei libri contabili nascosti dietro uno scaffale…Dovremo affrontare un’indagine del fisco, articoli velenosi sui giornali…

Per quanto tempo ancora ci faremo dire che queste sono opere “di fantasia”?

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Foto orfane: Vestivano alla marinara

marinara calesse1Il “vestito alla marinara” fu molto in voga soprattutto in Gran Bretagna ma ben presto si diffuse in America e nel resto dell’ Europa, soprattutto come abito per il tempo libero e le vacanze al mare. All’inizio del XX secolo divenne l’abito più comune tra i ragazzi borghesi ma dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il  venir meno dell’importanza della  flotta inglese nello scenario internazionale,  iniziò il suo declino.

In Morte a Venezia di Thomas Mann l’abito alla marinara conferisce a Tadzio una squisita aria viziata.

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Il Bardo e la profezia de Il Cardellino. E quel cappotto rosa di Prada…

Ho letto Il Cardellino appena uscito, quindi non proprio qualche giorno fa, e se ho deciso di parlarne solo ora è perché alcune immagini tornano a farsi vive ogni tanto, soprattutto una.

31046_pplSi è aggiunta anche una coincidenza, quasi una premonizione, tra le modalità della tragedia che sconvolgerà la vita di Theo, il protagonista,  e quanto accaduto in questi giorni a Tunisi , al Bardo. Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile (e fin quì tutto nella norma) rimarrà vittima di un attentato terroristico in un museo, luogo da sempre di assoluta bellezza, pura meraviglia, un autentico paradiso

dove persone che hanno amato le cose belle, e se ne sono prese cura, e le hanno strappate al fuoco, e le hanno cercate quand’erano disperse, e hanno provato a preservarle e a salvarle intanto che, letteralmente, se le pasavano di mano, chiamando dalle rovine del tempo la successiva generazione di amanti, e quella dopo ancora…

Lui,  sopravvissuto perderà la madre, per la quale prova un amore e una devozione commoventi:

La sua morte ha tracciato una linea di demarcazione tra il Prima e il Dopo…non ho mai più incontrato nessuno in grado di farmi sentire tanto amato…perdere lei fu come perdere l’unico punto di riferimento in grado di guidarmi verso un luogo più felice, verso un’esistenza più ricca di legami e più congeniale.

un amore che perdura oltre la morte fatto di ricordi con cui lenire le ferite mentre contemporaneamente avvelenano l’esistenza di questo sperduto adolescente, in bilico tra sensi di colpa e dolore. Ed è bella la mamma di Theo:

un fatto quasi secondario,  ma è la verità.

L’immagine di cui vi parlavo prima si riferisce ad uno dei momenti in cui Theo vive con angoscia il Natale newyorkese:

quando uscimmo nella ressa natalizia mi sentivo malfermo e afflitto…: lo scuro cielo invernale, un grigio canyon di gioielli e pellicce e tutto il potere e la malinconia del lusso. Cosa c’era che non andava in me? Pensavo, mentre attraversavamo Madison Avenue, il cappotto di Kitsey, un Prada rosa squillante, che svolazzava vivace nella calca…ma che senso aveva volergliene perché riusciva ad andare avanti con la propria vita?

Ecco cos’è: quel cappotto rosa (che sarà ancora trendy nel AW 2015) che appare come un’istantanea, una sequenza rapidissima e nonostante ciò in grado di catturare l’attenzione. Un cappotto rosa che sembra funzionare per Kitsey come un amuleto contro la negatività, come altri “must have” tra i quali  la cristalleria di Tiffany,  il profumo Chanel n. 19, non a caso miscela unica di raffinatezza e spensieratezza, e molto altro, fatti per confortare chi la bellezza della propria vita la affida ad altri.

prada-coatsArte e bellezza sono, invece,  gli amuleti di Theo,

…perché, tra la “realtà” da un lato, e il punto in cui la mente va a sbattere contro la realtà, esiste uno spazio sottile, uno spicchio d’arcobaleno da cui origina la bellezza, il punto in cui due superfici molto diverse tra loro si mescolano e si confondono per procurare ciò che la vita non ci dà: e questo è lo spazio in cui tutta l’arte prende forma, e tutta la magia.

Quello che il terrorismo di questi ultimi anni, nel libro e nella realtà, ci vuole togliere distruggendo l’arte, colpendo nei luoghi simbolo della bellezza e dell’eternità…

La gente muore, questo è un dato di fatto…Ma il modo in cui perdiamo le cose è insensato e terribile. Per incuria. Incendi. Guerre…tutto ciò che sopravvive alla storia dovrebbe essere considerato un miracolo.

Accadrà anche a Il Cardellino di Donna Tartt di godere dell’immortalità? e se sì, sarà solo per una profezia?

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Due libri e una sola conclusione: la morte

Affiancarli oggi ha un suo perché, perché i terroristi Islamici hanno di nuovo colpito. Richiedono approfondimento e giudizi non affrettati ma un filo, forse più di uno, che li lega c’è.

DSCN4575Bernard Maris, autore insieme a Gilles Dostaler di Capitalismo e pulsione di morte, è tra le vittime della redazione di Charlie Hebdo. Si firmava Oncle Bernard ed era noto per i suoi articoli antiglobalizzazione in cui derideva eccessi e punti deboli del capitalismo.

Maurizio  Molinari in Il Califfato del Terrore, analizza le due guerre intraprese dall’Isis: l’una contro gli Infedeli l’altra contro l’Occidente, simbolo eminente di un liberalismo individualista che si vuol fulminare, annichilire, sradicare dal mondo.

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Alessi o Dolce & Gabbana, è sempre voglia di primavera

Era da poco iniziato il nuovo anno e già avevamo voglia di Primavera. Sarà che a Recanati, nei primi giorni del 2015, faceva un freddo caino. Così, quando abbiamo visto la borsa frigo di Alessi il desiderio ha avuto la meglio. Perché a Recanati, oltre che alla Biblioteca di Casa Leopardi, ha sede la nota marca del design italiano.

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Adatta per un picnic sull’erba che temo non faremo mai, si rivelerà utile  durante le vacanze al mare. Soprattutto a Mr Tower che trascorre le giornate per lo più all’ombra di odorosi ginepri. Ci perdonerà Giacomino, per la trasposizione marina dei suoi versi.

Sa Curcurica, Golfo di Orosei, Sardegna

Sa Curcurica, Golfo di Orosei, Sardegna

Ho resistito invece all’acquisto dei mocassini di Dolce & Gabbana, Euro 495, visti a Milano, da Vergelio, Corso Vittorio Emanuele II, 10.

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Diciamolo,  un certo fascino su di me lo hanno esercitato, ma, visto il costo,  ho dovuto far  di necessità virtù… 😉

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Anna Frank: il suo diario Patrimonio Unesco dell’Umanità

L’idea me l’ha data l’articolo di Giusi Meister apparso oggi nel suo blog per celebrare i 70 anni dalla morte di Anna Frank. https://bibliotecadisraele.wordpress.com/2015/03/16/anne-frank-70-years-after-her-death-her-diary-remains-one-of-the-most-enduring-symbols-of-human-suffering-during-the-holocaust-the-independent/#comment-6420

Il momento è cruciale, sono sempre tra noi, e non sono fantasmi, esecutori di un passato che abbiamo sperato di veder dissolversi col tempo. Poco può la memoria. Forse anche un riconoscimento. Ma mi piace pensare che in quel diario sia scritta una storia che potrebbe essere anche di ciascuno di noi. Ma soprattutto di chi oggi si rende artefice di gesti terribili.

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Di cornici senza quadri, ma anche sì, della National Gallery e di un film…

Adoro le cornici, spesso mi attraggono più dei dipinti che racchiudono. Infatti ne appendo di vuote.

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Se le regalo le riempio,  pare che vuote portino male 😦   come ho fatto, rimettendoci la vista, in occasione della Prima Comunione di mio figlio, ricamando l’iniziale del suo nome la sera, dopo il lavoro, in blu notte su una tela aida dalla trama finissima.

6325871479_619644a62a_bE una mostra di cornici è in programma dal 1 Aprile al 13 Settembre 2015 alla National Gallery di Londra. Le cornici  sono quelle esuberanti di Jacopo Sansovino, architetto e scultore toscano, che molto lavorò a Venezia e a cui si devono molti edifici Rinascimentali tra i quali, la Biblioteca Marciana.

adam-woolfitt-early-panorama-of-venice-dating-from-the-15th-century-sansovino-library-venice-veneto-italyHanno nastri e volute  arricchite da ghirlande di fiori e frutta o da teste di putti in rilievo: oggetti d’arte di per sé.

blog-18-aug-7Sempre a proposito di National Gallery è uscito  il film-documentario di Frederick Wiseman, abilissimo narratore.

Soggetto del film è l’arte, le sue  mille sfaccettature e del come si rivolge a noi spettatori, il tutto risolto  in un sapiente gioco di sguardi tra visitatori dipinti e regista, molto attento ai dettagli: 17o ore di riprese sapientemente ridotte per produrre commozione, senza commento vocale. I nostri sguardi devozionali, di attori inconsapevoli, estasiati o stupefatti, svelano il mistero  che spinge le persone a frequentare i  musei, già dal primo mattino, in cerca di qualcosa che li aiuti ad essere migliori.

Un viaggetto di 3 ore che il critico del New Yorker ha definito un “tour de force”. A cui sarei stata felice di sottopormi, ma è stato solo per un giorno e nelle multisale. Pessima cornice, che per l’occasione avrei potuto ignorare…

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Un amore grande , chiuso dentro un libro piccolo così…

E’ di dimensioni ridotte ( 6x7cm) e l’ho trovato incollato al frontespizio di un libro, al posto di una dedica, forse da un timido spasimante. Parola ormai desueta ma che ben si addice al testo…

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L’autore è Tao Yuan-Ming, poeta cinese e iniziatore della poesie idilliaca,  vissuto nel 4° secolo, definito Poeta dei Campi e dei Giardini perché traeva ispirazione non già dalla natura selvaggia e aspra di regioni remote, ma ad esempio, dai crisantemi che crescevano lungo la siepe di casa sua. Il suo poema più importante è Peach Blossom Spring, dipinge un paese celato al mondo esterno,  e il suo titolo in cinese  ormai sta ad indicare Utopia.

2988422627_f8611f5f3dIl librino contiene il Poema per la bellezza della sua donna,  composto come risposta ad una dissertazione tra filosofi sul controllo delle emozioni per la tranquillità dell’animo. In copertina un particolare di un dipinto su seta di Pien Wen-tsin pittore attivo alla Corte dei Ming, autore di opere delicate che hanno come soggetti uccelli e fiori.

Edito da Vanni Scheiwiller nel 1965 è rimasto nascosto nel libro sino ad oggi. Meritava di venire scoperto…

La tua grazia non fu mai superata
Da alcuna donna
E perché un uomo abbandoni ogni cosa
Basta il racconto della tua bellezza.

Sei pura come il fermaglio di giada
Che la tua veste trattiene; sei dolce
Come il profumo d’orchidee nascoste;
Adempi ai tuoi doveri quotidiani
Ma più in alto vola il tuo pensiero.

Triste che il tempo passi così presto;
La vita è tanto piena d’affanno e vien la fine
Prima di cento brevi anni; ed io
Vorrei che tu più spesso sorridessi
E fossi risparmiata dal dolore.

Scostato è il rosso paravento
E tu là siedi, seria,
A suonare il liuto;
Con agili movenze
Volan le bianche dita delicate
Trascinando in un turbine incantevole
La tue maniche ampie.
Un dolce sguardo degli occhi buoni
Mi lascia incerto
Su quello che tu provi verso me;

E prima che la musica finisca
L’ombra comincia a invadere la stanza
E la dolente melodia si spande
Fuori, nel bosco, a perdersi
Tra la nebbia serale
Che fluttua intorno alla collina.

Sollevi il capo e guardi
Verso il cielo; il tuo collo
Si piega mentre tu tocchi le corde.
Ogni tuo movimento ha tale incanto
E tale perfezione,

La tua musica tanto mi ha commosso
Che bramo di potere
Parlar con te, sfiorandoti il ginocchio,
Come fanno gli amanti, dirti tutto il mio cuore.
Ma non oso, temendo
Che tu mi giudichi troppo indiscreto.

… continua per un’altra decina di pagine, in un crescendo di struggimento. La traduzione del testo è di Margherita Guidacci (1921-1992)  poetessa appartata, deliberatamente solitaria, fieramente lontana dalle cronache e dalle mode.

Margherita-GuidacciTraduttrice delle opere di John Donne e delle poesie di Emily Dickinson, cantò dapprima la solitudine e il dolore  e poi la gioia, trascinata da un miracolo d’amore. Nacquero così questi versi

«Il dolore / era piombo e pietra e mi chiudeva in me stessa. / Ogni giorno una nuova cerchia di mura, / un nuovo giro di catene. // Ma la gioia / mi dilata ora dal centro del cuore / fino agli orli vibranti del mio essere – / leggera come un fiore che apra i suoi petali… / No, più leggera. Io sono spazio e luce. / Sono il crocevia di liberi venti» (Dal dolore alla gioia).

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Books and Art: Moments to myself

ddd453b484ad6dcf06c47587e18021e2Joseph Lorusso
“Moments To Myself”

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