Il Bardo e la profezia de Il Cardellino. E quel cappotto rosa di Prada…

Ho letto Il Cardellino appena uscito, quindi non proprio qualche giorno fa, e se ho deciso di parlarne solo ora è perché alcune immagini tornano a farsi vive ogni tanto, soprattutto una.

31046_pplSi è aggiunta anche una coincidenza, quasi una premonizione, tra le modalità della tragedia che sconvolgerà la vita di Theo, il protagonista,  e quanto accaduto in questi giorni a Tunisi , al Bardo. Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile (e fin quì tutto nella norma) rimarrà vittima di un attentato terroristico in un museo, luogo da sempre di assoluta bellezza, pura meraviglia, un autentico paradiso

dove persone che hanno amato le cose belle, e se ne sono prese cura, e le hanno strappate al fuoco, e le hanno cercate quand’erano disperse, e hanno provato a preservarle e a salvarle intanto che, letteralmente, se le pasavano di mano, chiamando dalle rovine del tempo la successiva generazione di amanti, e quella dopo ancora…

Lui,  sopravvissuto perderà la madre, per la quale prova un amore e una devozione commoventi:

La sua morte ha tracciato una linea di demarcazione tra il Prima e il Dopo…non ho mai più incontrato nessuno in grado di farmi sentire tanto amato…perdere lei fu come perdere l’unico punto di riferimento in grado di guidarmi verso un luogo più felice, verso un’esistenza più ricca di legami e più congeniale.

un amore che perdura oltre la morte fatto di ricordi con cui lenire le ferite mentre contemporaneamente avvelenano l’esistenza di questo sperduto adolescente, in bilico tra sensi di colpa e dolore. Ed è bella la mamma di Theo:

un fatto quasi secondario,  ma è la verità.

L’immagine di cui vi parlavo prima si riferisce ad uno dei momenti in cui Theo vive con angoscia il Natale newyorkese:

quando uscimmo nella ressa natalizia mi sentivo malfermo e afflitto…: lo scuro cielo invernale, un grigio canyon di gioielli e pellicce e tutto il potere e la malinconia del lusso. Cosa c’era che non andava in me? Pensavo, mentre attraversavamo Madison Avenue, il cappotto di Kitsey, un Prada rosa squillante, che svolazzava vivace nella calca…ma che senso aveva volergliene perché riusciva ad andare avanti con la propria vita?

Ecco cos’è: quel cappotto rosa (che sarà ancora trendy nel AW 2015) che appare come un’istantanea, una sequenza rapidissima e nonostante ciò in grado di catturare l’attenzione. Un cappotto rosa che sembra funzionare per Kitsey come un amuleto contro la negatività, come altri “must have” tra i quali  la cristalleria di Tiffany,  il profumo Chanel n. 19, non a caso miscela unica di raffinatezza e spensieratezza, e molto altro, fatti per confortare chi la bellezza della propria vita la affida ad altri.

prada-coatsArte e bellezza sono, invece,  gli amuleti di Theo,

…perché, tra la “realtà” da un lato, e il punto in cui la mente va a sbattere contro la realtà, esiste uno spazio sottile, uno spicchio d’arcobaleno da cui origina la bellezza, il punto in cui due superfici molto diverse tra loro si mescolano e si confondono per procurare ciò che la vita non ci dà: e questo è lo spazio in cui tutta l’arte prende forma, e tutta la magia.

Quello che il terrorismo di questi ultimi anni, nel libro e nella realtà, ci vuole togliere distruggendo l’arte, colpendo nei luoghi simbolo della bellezza e dell’eternità…

La gente muore, questo è un dato di fatto…Ma il modo in cui perdiamo le cose è insensato e terribile. Per incuria. Incendi. Guerre…tutto ciò che sopravvive alla storia dovrebbe essere considerato un miracolo.

Accadrà anche a Il Cardellino di Donna Tartt di godere dell’immortalità? e se sì, sarà solo per una profezia?

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3 risposte a Il Bardo e la profezia de Il Cardellino. E quel cappotto rosa di Prada…

  1. giusymar ha detto:

    L’ho appena iniziato e non posso fare ancora commenti.
    Mi spaventa soltanto la sua lunghezza e il poco tempo libero a me a disposizione.

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