I Goldbaum di Natasha Solomons

A Vienna si dice che siano così ricchi e potenti che, nelle giornate uggiose, noleggino il sole perché brilli per loro…

Il libro è la storia di una famiglia di enormi ricchezze e potere, considerata “altro” perché ebrea.

E’ ispirata alle vicende dei Rotschild, simbolo di potere e speranza per gli stessi ebrei soprattutto quelli poveri e sottomessi dell’Europa Orientale. I Goldbaum sono loro stessi potenti ed hanno accumulato enormi ricchezze, ricchezze non tramandate ma accumulate grazie al lavoro e alle capacità. Benché tessano rapporti con le istituzioni a livello internazionale e di loro abbiano bisogno gli stessi governanti, vengono guardati con sospetto. I rampolli della Casa di Goldbaum conoscono i loro doveri: sposare altri Goldbaum e servire la famiglia.

E’ il 1911. La famiglia Goldbaum è una delle più ricche del mondo, con palazzi in tutta Europa, ma come ebrei e perpetui estranei sanno che la forza sta nella famiglia. Greta, la protagonista, all’inizio, ribelle e solitaria, desidera la libertà di vivere una vita diversa da quella di sua madre e delle altre donne Goldbaum, che sono principalmente mogli di grandi uomini e madri dei loro figli ma è costretta a passare dalla scintillante Vienna all’umida Inghilterra per sposare Albert, un lontano cugino. È la cosa più lontana da un incontro d’amore, ma Greta è rassegnata al suo destino. Almeno, questo è quello che vuole far credere ai suoi genitori. In realtà, Greta desidera qualcosa di più, ma sa che sarà praticamente impossibile forgiare la propria strada. Dopotutto, è suo dovere vedere che il potere e l’influenza della Goldbaum continuano a crescere, e quale modo migliore per farlo che unire due rami della famiglia insieme nel matrimonio?

A Temple Court, dove si trasferisce, la ragazza si sente estranea persino a se stessa: la nuova famiglia la tratta con rispetto, la servitù con deferenza e Albert è cortese e sollecito ma tra i due giovani si instaura una gelida, sottile antipatia. Al punto che Lady Goldbaum, la madre di Albert, decide di donare alla ragazza un centinaio di acri come dono di nozze, un giardino dove sentirsi finalmente libera da ogni costrizione.

La sua lotta per ottenere la migliore versione possibile di se stessa è piena di passi falsi, ma alla fine l’amore che ha sognato prenderà forma. Non tutto va come dovrebbe invece per altri membri della famiglia: giocano d’azzardo sperperando capitali, e si innamorano delle persone sbagliate mentre la guerra incombe. Diventa presto evidente che Greta e Albert dovranno collaborare se hanno qualche speranza di sopravvivere alla guerra imminente.

Nel frattempo, il fratello di Greta, Otto, parte in guerra per combattere per l’Austria. Lui e Greta sono sempre stati vicini, ma ora sono su fronti opposti della guerra, e questo provoca una frattura irreparabile nel loro rapporto, qualcosa che ferisce profondamente Greta.

Mentre vengono narrate le vicende personali dei membri della famiglia, vengono posti in primo piano interrogativi sul matrimonio, sui diritti delle donne e sulle scelte difficili dell’epoca, accanto ai temi sempre presenti della diaspora ebraica, in particolare l’esodo di massa degli ebrei dalla Russia. Mentre i Goldbaum sono in qualche modo isolati dalle forme più brutali di odio, si trovano di fronte a scelte morali difficili che minacciano di metterli dalla parte opposta della guerra.

Greta è da subito la vera protagonista del libro. Dapprima apparentemente viziata e capricciosa dimostrerà presto un personaggio autentico, imperfetto e amabile.

«Poi aveva scoperto Jane Eyre. Oh, il brivido di fare la governante e dipendere unicamente da se stessa! I pericoli e la meraviglia di essere sola al mondo. Jane Eyre poteva anche essere una governante che sognava di diventare una sposa ma Greta Goldbaum era la sposa che sognava di diventare la governante»

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