Madame Bovary? Ce n’est pas moi

E’ uscito il nuovo numero de Il Colphon dal titolo Madame Bovary c’est moi!

Nel suo editoriale il direttore Michele Marziani scrive a proposito della scelta del tema

Tributo a Gustave Flaubert uno degli scrittori francesi che amo di più, ricordo della ragazza dai capelli neri che sognava di guidare i treni e piccolo viaggio nella Francia letteraria che forse si frequenta sempre meno. Ogni lingua vive e declina assieme al proprio impero. Oggi l’inglese è l’idioma imperante della lettura, seppur tradotto. Ma noi tutti siamo cresciuti con qualche libro francese tra le mani. E alcuni restano dei capolavori assoluti. Come dimenticare le notti rabbiose a leggere Cèline? O il periodo della guerra ai brufoli in compagnia di André Gide?

Ecco, a me non sarebbe mai venuto in mente. Per questo ho usato la negazione nel titolo di questo mio post. Perché io la passione per la letteratura francese non ce l’ho. Neppure per la Francia, come spiego nel mio articolo che trovate qui Una certa idea della Francia, citando De Gaulle

Je suis desolé? comme çi comme ça…

 

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