Gucci places. Chatsworth, la mia preferita

Cercavo un pretesto per parlare di Chatsworth, una delle “stately homes” più grandi, più ricche, più tutto del Regno Unito (Derbyshire). E il pretesto mi è stato fornito dalla Home stessa che questa mattina mi ha annunciato di essere entrata a far parte del circuito dei Gucci Places, luoghi speciali e di straordinaria bellezza che hanno una visione culturale comune al mondo del famoso brand e che conservano storie affascinanti.

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Perchè proprio a me? Ovviamente non solo a me, ma a tutti quelli che nel corso dell’anno hanno visitato la mostra House Style tenutasi a Chatsworth, curata da Hamish Bowles di Vogue International e sponsorizzata da Gucci, come parte di una collaborazione che ha avuto come set fotografico della sua collezione proprio i giardini di Chatworts, creati da Capability Brown, architetto del paesaggio e uno dei maggiori realizzatori di giardini detti all’inglese. E quello progettato per i Duchi del Devonshire, vi posso giurare, è un sogno.

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Ci sono stata l’aprile scorso dopo aver letto un intrigante articolo su Vogue proprio mentre cercavo di mettere insieme un itinerario insolito e interessante per le vacanze di primavera. E quello che ho visto vi assicuro è andato ben oltre le aspettative. La mostra è la più grande tra quelle che si sono tenute a Chatsworth, ha richiesto 6 anni di ricerche e si sviluppa su 30 delle quasi 200 stanze che compongono la “home”.

Il biglietto lo abbiamo comprato on line e comprendeva la visita alla mostra , la visita guidata del giardino (immenso) e il tradizionale afternoon tea nel ristorante ricavato nelle stalle servito con porcellane di Wedgewood.

Sono stati messi in mostra centinaia di oggetti che hanno avuto a che fare con l’abbigliamento e più in generale la storia dei membri della famiglia, per lo più donne, assolutamente uniche e originali, eccentriche come sanno essere solo gli inglesi. Tra tutte spicca decisamente Lady Georgiana Spencer, protagonista del bellissimo film La Duchessa  interpretato da Vera Knightley.

Lady Georgiana  fu nota non solo per il matrimonio con il Duca di Devonshire, ma anche per  la sua bellezza e il suo stile, le sue campagne politiche.

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“Cynthia”, da La Regina delle Fate , poema epico di Edmund Spencer. Ritratto di Lady Georgiana eseguito da Maria Hadfield Cosway

Lady Georgiana è peraltro antenata di Lady Diana, diretta discendente del fratello di Georgiana George, nata nel 1757 come lei nella tenuta di Althorp e con un destino beffardamente piuttosto comune. Erano entrambe timide adolescenti quando sposarono  uomini più vecchi e potenti. Entrambe sono diventate icone di moda: la Duchessa posò per artisti quali Gainsborough e Reynolds, così come Diana posò per Mario Testino secoli più tardi.

 

Come Diana, trovò consolazione nell’amore del pubblico quando fu evidente che il matrimonio con il 5° Duca di Devonshire era ben lontano da darle la felicità. Subì lei stessa l’umiliazione di un menage a trois e fu affetta da disturbi alimentari, dipendenza da alcool, gioco d’azzardo e droghe. Ebbe diversi amanti, uno su tutti il 2° conte di Grey ( antenato della Contessa di York Sarah Ferguson) da cui ebbe una bambina. Ma mentre il marito collezionava amanti e figli al di fuori del matrimonio lei fu costretta a rinunciare alla figlia che venne affidata alla famiglia Grey. Riusci comunque a rifarsi una reputazione prima dei quarant’anni, mentre la morte impedì a Diana di rifarsi una vita.

Stella Tennant, nata nel 1970, spesso apparsa su Vogue, è forse la più famosa tra le attuali donne della famiglia. Era ancora una studentessa quando venne selezionata da Isabella Blow, icona di stile e scopritrice di modelle e stilisti,  per una serie di scatti di giovani donne realizzati da Steven Meisel. Il suo ritratto è ancora tra i più pagati : 80 mila sterline.

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Stella Tennant fotografata da Steven Meisel

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Stella ha sfilato per  tutti i maggiori stilisti. E’ stata testimonial di Chanel, ed è tra le modelle che hanno partecipato alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici a Londra nel 2012 sfilando con gli abiti ideati dai maggiori stilisti inglesi per quell’occasione. E’ attivista di Global Cool per il rispario energetico ed è protagonista di un video della campagna “Turn Up The Style, Turn Down The Heat campaign”.

 

Nella mostra è esposta una felpa realizzata da Anna Sui nel 1996 raffigurante Stella e l’abito realizzato da Dior e che lei indossa nell’immagine di copertina del catalogo della mostra fotografata da Mario Testino.

Nel 2014 è stata una dei 200 firmatari della lettera in cui si invitano i lettori a non votare per l’indipendenza della Scozia di apparsa sul Guardian.

Stella è soprattutto nipote di Andrew Cavendish, 11esimo Duca del Devonshire, uomo politico conservatore e poi socialdemocratico,  membro dell’Ordine della Giarrettiera,

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Stella dell’Ordine della Giarrettiera

che ebbe il merito di aprire la dimora al pubblico, e di Deborah Mitford, sorella della più celebre scrittrice Nancy Mitford i cui libri sono pubblicati in Italia da Adelphi e da Giunti, ma di gran lunga la mia preferita.

Debo, così la chiamano i suoi ammiratori, fu l’ultima delle sorelle Mitford e come le sorelle non ebbe un’istruzione regolare. Crebbe credendo di essere la meno talentuosa della famiglia: Nancy era la più sofisticata, Pam la più avventurosa, Diana la più bella, Decca la più divertente e Unity la  più eterea. Seppe mantenere un understatement molto british monostante sia  stata la forza trainante della rigenerazione di Chatsworth che vanta quasi un milione di visitatori l’anno. E’ stata una tenace raccoglitrice di fondi per lo sviluppo della campagna inglese, autrice  di tredici libri, madre di tre figli (3 morirono) e  nonna di molti nipoti, così come filantropa nel campo dell’arte e della cutlura per la conservazione di imponenti tesori artistici e delle tradizioni del suo paese.

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Incontrò re, regine, imperatori e principesse, capi di stato, ambasciatori, collezionisti d’arte e molti altri personaggi illustri. Kathleen Kennedy, la sorella minore di John F. Kennedy, sposò William, fratello di suo marito, nel maggio del 1944. William morì 4 mesi dopo mentre era in servizio durante la WW2 e Kate 4 anni dopo, precipitando sulle Alpi mentre era in volo verso Cannes. Di lei scrisse che era impossibile non amarla e credere che fosse morta. Così come fu impossibile credere alla morte del fratello John. Debo e il marito furono tra i pochissimi invitati dal Principe Philip a volare sull’areo messo a disposizione per partecipare ai funerali del Presidente Kennedy. Una decina di persone in tutto, un gruppo piuttosto curioso, lo definì Debo nel suo diario: la vista delle unghie sporche di Harold Wilson, esponente del Labour Party, le impedì di cenare. Del dolore dei Kennedy scriverà: sono perfetti quando le cose vanno bene ma non sono organizzati per le tragedie. Eppure….

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Kathleen e William il giorno del matrimonio

Incontrò Hitler, che gli fu presentato dalla sorella Unity, ma non ne rimase impressionata, anzi. Disse che «Solo quando sei in una stanza con Churchill  capisci che cos’è il carisma». Fu invitata dalla Regina Elisabetta alla sua incoronazione e la sola autorizzata ad indossare un abito con le spalle scoperte perché fu lo stesso che una sua antenata indossò all’incoronazione di George V, suo padre.

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Nonostante indossasse spesso abiti elegantissimi e preziosissimi prediligeva lo stile country e comprava gran parte del suo abbigliamento alle fiere di campagna. Era una ammiratrice di Elvis Presley e ha collezionato molti memorabilia. Commissionò a  Stubbs & Wootton un paio di slippers con l’immagine di Elvis.

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Sin da bambina ha allevato galline, lo faceva per guadagnarsi qualche soldo vendendone le uova. Ne ha introdotto in gran numero nel pollaio di Chtasworth per rifornire di uova il negozio della Farm. “Occuparsi di loro – diceva –  in fondo è una piccola occupazione. Amano l’attenzione, bisogna tenere fresca la loro acqua. Apprezzano la varietà nella loro dieta. Sono annoiate dal mangime, odiano il melone e le carote. Sono felici se devono saltare per raggiungere un cavolo che è stato appeso“.

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Tra gli oggetti esposti si trova anche la “borsa gallina” che le è stata donata dalla nipote Constancia e da Peggy Guinness.

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Ebbe rapporti molto ravvicinati e sinceri  anche con governanti, cuochi, sconosciuti che non mancò di menzionare nei suoi libri. Uno su tutti All in One Basket che sto leggendo nell’edizione di John Murray che raccoglie due best seller di Debo: Home to Roost e Counting my Chickens, con un’introduzione di Alan Bennet, altra gloria nazionale, che cita i libri della sorella Nancy in La sovrana lettrice.

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Il ritratto che ne fa Bennet è quanto di più intrigante si possa leggere su di una persona, che fu evidentemente fuori dal comune, compresa l’ammissione di detestare la lettura. Come intriganti devono essere le lettere che scambiò le sorelle Letters Between Six Sisters e  con Patrick Leigh Fermor, i cui libri sono tradotti in italiano da Adelphi che ho letto, e che sono state pubblicate da Hodder & Stoughton

In mostra c’è naturalmente molto altro. Gioielli, sketch books, pizzi, abiti da lutto, da matrimonio, foto, lettere. Anche un paio di Converse del marito Andrew e i maglioni blu con ricamate le sue citazioni tra le quali spicca “Never marry a Mitford“.

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Pare tra l’altro fosse alcolizzato e infedele. Ma Debo, aristocraticamente, si limitava a commentare: «Andrew non è mai noioso».

Di Chatwsorth, e House Style, potrei parlare ancora per pagine. Non riuscirei comunque a dire e mostrarvi tutto, anche delle collezioni d’arte che arredano le sale, dei prati stupendi che la circondano, delle pecore e dei loro piccoli che pascolano liberamente in primavera.

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E’ stata anche la casa di Mr Darcy nella trasposizione cinematografica di Orgoglio e Pregiudizio del 2005.

Vi inviterei però a considerarla come una meta possibile. Ne vale assolutamente la pena. La mostra chiude il 22 ottobre p.v. avete ancora un mese per meravigliarvi, come è capitato a me, e per avere la conferma che moda non vuol dire necessariamente frivolezza.

Certo, a questi livelli non è da tutti, ma ciascuno di noi, credo, non lasciandosi assimilare, può fare la differenza. E’ quello che ha fatto Debo, sino all’ultimo giorno della sua vita.

Deborah, the Dowager Duchess of Devonshire

Accompagnata da centinaia di persone lungo i viali della sua tenuta, dal futuro Re d’Inghilterra e dalla moglie, suoi grandi amici (fu anche molto affezionata a Diana), ha sfilato in una semplice e molto campagnola bara di vimini. All in One Basket, come piaceva a lei.

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Una risposta a Gucci places. Chatsworth, la mia preferita

  1. Pendolante ha detto:

    davvero curiosa come mostra e la location è strepitosa

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