Il gelato italiano: la storia in un romanzo

Insieme alla pasta e alla pizza il gelato è uno degli alimenti italiani più apprezzato al mondo. Lo sa bene chi viaggia fuori da nostro Paese. Nato in Italia nel XVII secolo venne da prima esportato  Parigi, al Café Procope  ,il primo cafè di Parigi e il più antico d’Europa. Il primo propietario, un armeno, lo cedette all’italiano Francesco Procopio dei Coltelli, originario di Acitrezza, a cui si deve l’invezione del sorbetto, diventato poi gelato. francesco-procopio-dei-coltelli-personaggioNel suo Menu il Café aveva acque gelate (granite),  gelati di frutta, fiori d’anice, fiori di cannella, frangipane, gelato al succo di limone, gelato al succo d’arancio, sorbetto di fragola, in base a una patente reale con cuiLuigi XVI aveva dato a Procopio l’esclusiva di quei dolci. Diventò il più famoso luogo di ritrovo francese, frequentato da personaggi famosi, artisti e intellettuali.

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Sempre alla Sicilia, a Catania, si deve a diffusione del gelato su scala “industriale” , per quanto possibile,  nel XVIII secolo e a Torino la produzione di massa del XIX secolo, grazie alla  Gelati Pepino 1884, attiva ancora oggi, fondata da Domenico Pepino di origini napoletane, inventore del Pinguino, il primo gelato su stecco  ricoperto di cioccolato.

 

Ma la scuola che si è distinta ne tempo nella fabbricazione ed esportazione della cultura italiano del gelato  è quella veneta, della Valle del Cadore, favorita dalla produzione di materie prime (latte, panna, uova, frutta) e dalla necessità di emigrare.

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La sua storia è il tema del nuovo romanzo di  Ernest van der Kwast, scrittore olandese di origine indiana. In Italia è conosciuto per Mama Tandoori e L’ombelico di Giovanna, pubblicati da ISBN. Ha vissuto a Bolzano e nella Valle del Cadore ha ambientato il suo nuovo romanzo De IJsmakers (I gelatai)  tradotto in Inglese, Tedesco, Cinese e Coreano.

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E’ la storia della famiglia Talamini, gelatai italiani  che  durante l’estate vive e lavora a Rotterdam,e come tanti altri connazionali torna in Italia durante l’inverno. Si dissocia dalla tradizione familiare Giovanni, che decide di fare lo scrittore provocando la rottura dei rapporti con il fratello Luca. Sarà Giuseppe a chiedere di riprendere la loro relazione per ragioni molto personali e che avranno  a che fare con il futuro dell’attività familiare. Tanti sono gli ingredienti che hanno reso accattivante questa che è in fondo una storia triste, nonostante l’Autore scelga toni leggeri per raccontarla: amore, legami familiari,  tradizioni, ambizioni e malinconia sapientemente amalgamati come solo un esperto gelataio saprebbe fare. E mi dispiace che a scriverla non sia stato uno di noi.

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Una risposta a Il gelato italiano: la storia in un romanzo

  1. Pendolante ha detto:

    Credo di non aver mai scorto in nessu libro la storia del gelato. Hai ragione: peccato non lo abbia scritto un italiano

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