Il matrimonio e l’eleganza cattolica…Primavera anni ’50

“Ormai vogliono sposarsi solo i gay”. La frase lapidaria l’ha pronunciata la madre di una mia amica. Constatazione? rassegnazione? a voi il punto di vista. Di vero c’è che  mentre diminuisce il numero dei matrimoni, soprattutto religiosi, aumenta il business intorno alla cerimonia. Federconsumatori come ogni anno ha monitorato i costi dei matrimoni in Italia, rilevando che “nel 2015 un matrimonio tradizionale (circa 100 invitati) poteva costare da 35.624 a 59.809 Euro”. Pare che sul totale delle spese un impatto pesante l’abbia la sposa: per abito, scarpe, lingerie, acconciatura, make up ed altri trattamenti estetici una sposa nel 2015 in Italia poteva spendere da 3.935 a 8.425 Euro. Il tutto naturalmente riferito a matrimoni di lusso, influenzati in anni più recenti dai reality che hanno incrementato wedding planner, damigelle e via così, tutto quel genere di cose che se mal gestito trasforma il matrimonio in un’enorme pacchianeria.

carrozza

E la sostanza? rimane soffocata da tulle, pizzi e torte a 5 piani. Dimenticavo…viaggi di nozze da favola a carico degli invitati o degli amici. Che ne è dei sobri ma robusti matrimoni anni ’50? ne rimangono tracce negli album di famiglia.

SPOSI C

E negli archivi della Turris Eburnea, associazione nata a Torino negli anni ’40 per volontà di Don Michele Peyron, giovanissimo viceparroco con laurea in giurisprudenza, (fratello del Sindaco Amedeo Peyron) chiamato a dare consigli a giovani coppie in difficoltà. Individua nella donna il punto debole e forte allturriso stesso tempo, quella che ha più bisogno di essere illuminata.

“anche se ti sembra di essere caduta nel fango e di non valere più niente, sappi che sei preziosa agli occhi di Dio e che è sempre possibile rialzarsi e ricominciare!”

Ispirato da un dicorso di Pio XII, sceglie la litania dedicata alla Madonna, simbolo di fortezza e di purezza, come nome per l’Associazione a cui dà vita.

Per avvicinare giovani, soprattutto quelli tradizionalmente esclusi da certi ambienti, organizza iniziative insolite per i tempi, incontri di massa o di piccoli gruppi, in teatri, piazze, parchi. Include la moda e l’eleganza nei linguaggi che utilizza per avvicinare le ragazze. Nascono così le “Giornate della Serenità” a Torino innanzitutto e poi in altre città italiane e nel loro ambito si organizzano vere e prorie sfilate di moda, finanziate da donazioni spesso anonime, fatte di collezioni estive ed invernali, di 30-35 modelli ciascune, fatte per promuovere ” l’eleganza cattolica”.

nel suo abbigliamento ogni donna ha  un silenzioso ma potente linguaggio, può parlare all’anima o ai sensi di chi l’osserva

Nel 1950 si fecero 38 sfilate. Tra queste una si fece ad Ovada il 26 marzo.  Nel 1951 ad Ovada, le femmine, tra i 14 ai 34 anni, erano 1440.

collage anni 50

Non esistono tracce negli archivi locali o nei giornali dell’epoca di questo evento che a giudicare dalle foto, che ho avuto dall’Associazione, ebbe un notevole successo. Era una domenica pomeriggio, una bellissima giornata di tiepido sole primaverile, lo si deduce dalla luce che filtra tra le case di via Cairoli ma furono moltissime e moltissimi quelli che decisero di trascorrerla tra le mura del Cinema Torrielli.

FACCIATA TEATRO TORRIELLI

Il programma della giornata non è leggibile, la sua preparazione sarà stata preceduta, come di prassi, da viaggi esplorativi , incontri con il comitato locale, lo studio degli orari, il reperimento degli alberghi e dei ristoranti che spesso venivano messi a disposizione gratuitamente dalla comunità locale, corrispondenza, telefonate, ecc… A carico dell’Associazione spese di trasferimento, le attrezzature tecniche.

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In quei giorni si proietta, e non sarà stato un caso, Sposarsi è facile ma…, commedia degli equivoci dal finale scontato, che ha come interpreti , tra gli altri, Van Johnson, Lucille Ball ed Esther Williams. Il titolo pare alludere alle difficoltà di una scelta che soprattutto in quegli anni, finita la guerra con tutto il suo carico di dolore e di rinunce, aveva comunque in sè una promessa di felicità. Anche solo di serenità, ci si accontentava. Si faceva ancora fatica, tanta, ma si intravedeva un futuro migliore.

Avevano ripreso le pubblicazioni i settimanali scandalistici che dedicavano spazio a famiglie reali, divi e dive del cinema, cantanti, omicidi passionali: tutto contribuiva ad arricchire l’immaginario collettivo, soprattutto femminile. Nel 1950 si sposa, per la prima volta, Liz Taylor. Il cinema americano si affermava con musical e commedie rosa. Smessi i cappotti rivoltati dal taglio sempre troppo maschile, le donne avevano voglia di sperimentare nuovi canoni di bellezza e provavano ad imitare le attrici più popolari.

 

Mi piacerebbe che qualcuna delle ragazze, fotografate sorridenti davanti al Torrielli, si riconoscesse. Se fosse viva avrebbe più o meno l’età di mia madre. Mi piacerebbe avesse voglia di raccontarmi, se la ricorda, quella Giornata. E se ha vissuto nel matrimonio come nella Torre d’Avorio che le era stata promessa, visti i tempi,  davanti a Dio.

SPOSI E.jpg

Dire nel cinquanta sembra ieri. Se dici mezzo secolo ti senti perso e ti casca il mondo addosso. La parola secolo non ci appartiene, è della storia, non della vita. E’ una parola da Garibaldi.- Anni cinquanta passati in fretta, Mario Canepa

Di matrimoni ho già parlato qui

Ovada, giugno 1947. Un viaggio di nozze esotico

Maggio francese

The Billion Dollar Ladies

Cenerentola: in Azerbaijan la favola sembra ancora più vera

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Sorelle: ogni riferimento è puramente casuale

 

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2 risposte a Il matrimonio e l’eleganza cattolica…Primavera anni ’50

  1. stravagaria ha detto:

    Ho provato, per curiosità e per capire a cosa andrei incontro, a fare i “conti in tasca” ad un’amica di mia figlia che si è sposata di recente e credo che la cifra sia realisticamente vicina al tetto dei 60mila euro che indica la statistica. Ma non è un caso isolato. Indubbiamente le innumerevoli trasmissioni sul tema hanno contribuito a creare delle aspettative superiori a quelle cui la mia generazione era abituata, indipendentemente dal periodo di crisi economica.

  2. cinziarobbiano ha detto:

    Si , credo anch’io con risultati disastrosi anche dal punto di vista estetico oltre che economico.

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