Alcol e scrittura: amici o nemici?

 

writeAlcuni parlano di intelligenza alcolica. Lo dice anche uno studio dell’Università dell’Illinois pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition: “L’alcol rallenta infatti il pensiero analitico, permettendo di pensare a soluzioni più creative che normalmente verrebbero escluse. Ciò accade quando si è leggermente brilli e non ubriachi fradici, è ovvio.  Io ho una mia personale teoria, e cioè che si può  essere artisti nonostante l’alcol. Finchè dura, naturalmente.

 Olivia Laing ha analizzato la relazione tra gli elementi nel suo libro “A Trip to Echo Springs” che non è ancora stato tradotto in Italia. Io l’ho letto, lo consiglio anche se, come me, non avete alcun interesse per l’alcol ma vi interessa capire che ruolo ebbe nella produzione artistica di 6 tra i più importanti scrittori americani.

Ne ho scritto nel numero di febbraio de Il Colophon, rivista di letteratura di Antonio Tombolini Editore, diretta da Michele Marziani.

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Una risposta a Alcol e scrittura: amici o nemici?

  1. Pendolante ha detto:

    Interessante teoria, ma pericolosa per chi la prende come scusa 😊

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