Genova che è tutto dire

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Genova per noi che viviamo in fondo alla campagna è per lo più eleganti vie del centro e caratteristici caruggi ripuliti dalle “rumente”. Ma se prendi un autobus, il 18 ad esempio, e vai sino al capolinea, Genova allora sì è un altro mondo. E’ il ragazzo nero elegantissimo con le cuffiette che sembra uscito da un elegante negozio newyorkese, è il papà latinos con due bimbette con ciurini neri neri giubbottini di pelle scarpette con lustrini orecchini e anello all’indice, è la signora con il sari e un cappottone per ripararsi dal freddo, una signora piccola piccola forse quadrata che ha sul volto il colore e tutte le rughe di tutte le donne dei paesi andini. Quando scendi al capolinea hai di fronte a te il Monoblocco che a guardarlo con i miei occhi che ho sempre la testa e il cuore da qualche altra parte, sembra Lhasa. Anche la salita sembra portare a Lhasa. Arrivi in cima e inizi ad esercitare il tuo lato zen e buddhista. Torni al capolinea, riprendi l’autobus che ti molla a metà di via XX mentre dovevi scendere in via Assarotti. C’è una manifestazione che cerchi di dribblare ma poi ti ritrovi forzatamente davanti alla prefettura dove siì c’è qualcuno che protesta ma non è che sia una folla. Decidi che è ora di un caffè e entri da Mangini dove trovi il grosso dei manifestati. Mangini è tradizionalmente il bar della upper class dacchè ne deduci che la lotta di classe oggi si fa così, ordinando il caffè al banco e portandolo nel dehor fuori eludendo così la maggiorazione per il servizio al tavolo. Affronti tutta la salita di via Assarotti e in cima ti attende la sala d’aspetto del CUP e di nuovo varia umanità. Anche qui l’esercizio zen è fondamentale. Le anziane signore borghesi con badanti al seguito chiaccherano amabilmente con l’incaricato il quale altrettanTo gentilmente conversa. Possono passare anche 40 minuti prima che mollino la preda. Le badanti sorridono godendosi quei preziosi minuti di relax. Ti distrai alternando la lettura e la visione su un grande schermo di anziane che passeggiano in gruppo al tramonto in corso italia, hanno tutte in testa un cappelletto bianco con visiera ed eseguono ridicoli esercizi di stretching. Genova in cammino è il programma sanitario della Regione Liguria per la terza età. Quando finalmente esci ti rimane solo il tempo di prendere al volo un altro autobus e via verso la stazione. Arrivi qui, in campagna. Pensi a quando sognavi di invecchiare spiaggiandoti su una panchina di fronte al mare e scaldandoti le ossa al lampo giallo. Dopo una giornata così pensi che anche un casetta in campagna con giardino in fondo non sarebbe male. Chissà…che direzione prenderà la mia vita? ad oggi posso dire citando Faber e il Gallo che è andata in direzione ostinata e contraria ai miei sogni. Ma sì. Genova è un’idea come un’altra…

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