Mrs. Kennedy Goes Abroad

kennedy1Jackie Kennedy è tra le vostre icone di stile preferite? credete di avere visto di lei tutte le immagini che è possibile vedere? Beh, forse ignorate una piccola meraviglia. E’ il libro Mrs. Kennedy Goes Abroad. E’ un librino delizioso,  all’apparenza un libro per bambini illustrato, se non fosse che è il frutto del lavoro di tre autori eccellenti, così come eccellente è il soggetto di cui si occupa “Jackie Kennedy”. Pubblicato da New York da Artisan & Callaway,  è il resoconto illustrato dei suoi viaggi in Francia, Italia e India. Furono viaggi che trasformarono Jackie in icona.

Il libro ha un’introduzione di John Kenneth Galbraith, famoso economista, consigliere economico di diversi presidenti tra cui Kennedy e ambasciatore in India durante il suo mandato. Galbraith ebbe il compito di organizzare il viaggio di Jackie e della sorella ma di una cosa non era al corrente e cioè che insieme a loro viaggiava una disegnatrice molto talentuosa, Jacqueline Duhème, che aveva il compito di arricchire l’album fotografico del viaggio con illustrazioni.

Jacqueline Duhème fu assistente di Matisse a Vence dove incontrò Jacques Prevert e divenne l’illustratrice dei suoi libri per bambini. Terminato il suo apprendistato con Matisse tornò a Parigi dove iniziò a lavorare per Elle. La sua ambizione era quella di diventare “reporter-illustratore” e l’occasione venne con la visita dei Kennedy. In 2 giorni e due notti completò gli acquerelli che il padre di John vide e voleva  acquistare per i nipoti. J. Duhème decise di donarli a Caroline, Pierre Salinger volò a Parigi e tornò con i dipinti alla Casa Bianca dove Jacqueline Duhème  dove venne poi invitata dalla coppia presidenziale. Da ciò nacque la loro amicizia e Jackie le chiese di accompagnarla nel suo viaggio in India e Pakistan passando per Roma. Continuarono poi a frequentarsi condividendo la stessa passione per l’arte.

jj

Autrice del testo è Vibhuti Patel, docente,  a capo del Dipartimento di Economia dell’Università  Femminile di Mumbai, membro della Scuola di pensiero Gandhiano, per lungo tempo editorialista del Newsweek International, ora de  The Wall Street Journal. Scrive libri di viaggi, arte, cultura e cibo. Ha intervistato tra gli altri i Nobel per la letteratura Amartya Sen e Muhammad Yunus.

kennedy4

Elegance at the Elysée, Paris May 31, 1961

Alla cena di gala all’Eliseo quella sera Mrs. Kennedy indossava un aderente abito lungo di pizzo rosa e bianco creato dal suo stilista ufficiale Oleg Cassini, Americano ma nato a Parigi. Il parrucchiere Alexander impiegò 2 ore per realizzare un’acconciatura in stile “Madonna Gotica”, sormontata da un nastro con una rosa di diamanti. … Dopo la cena i De Gaulle che, come scrisse il Time, sembravano i genitori della sposa, strinsero a fianco dei Kennedy le mille mani dei Parigini illustri intervenuti. A mezzanotte il lungo guanto bianco indossato da Jacqueline era macchiato dalle tante mani che aveva stretto.

kennedy5

Hosted at the Hotel de Ville, Paris June 1, 1961

Il giorno seguente i Kennedy furono ricevuti dal Sindaco di Parigi. Mrs. Kennedy, che indossava un austero completo di seta blu, attirò molta più attenzione del Presidente che scherzando dichiarò “Non trovo modo più appropriato per definirmi …sono l’uomo che ha accompagnato Jacqueline Kennedy e mi sono divertito”. Jacqueline accettò l’omaggio della Città di Parigi – un sottile orologio con elegante cassa di diamanti – con estremo piacere. “Questo viaggio mi piace moltissimo”, sussurrò in francese e deliziò i Parigini ammettendo che “non vedeva l’ora di passeggiare e ammirare i palazzi  e le strade e sedere nei cafè”.

Indossando una cloche bianca di Givency Mrs. Kennedy disse addio ai De Gaulle all’Eliseo prima di partire il giorno dopo per Vienna. I Parigini si erano innamorati di lei e il suo fascino, il suo tatto, le sue maniere dolci avevano reso più facile la difficile missione di suo marito. Fu chiaro che dava a suo marito e quindi anche al suo paese stabilità politica. Si dimostrò molto utile diplomaticamente anche a Vienna dove la sua presenza allentò le tensioni dell’incontro tra Kennedy e Khrushchev, i due leaders della Guerra Fredda. Tutto ciò servì a preparare la sua solitaria missione diplomatica l’anno seguente in India e Pakistan, passando da Roma.

Per l’udienza privata della domenica con l’anziano Pontefice Papa Giovanni XXIII la First Lady indossò un lungo abito nero di seta con lunghi guanti e una mantiglia Spagnola di pizzo nero. Il Papa conversò con lei nella Biblioteca Vaticana per 52 minuti – piuttosto a lungo quindi considerato che in una precedente visita la Regina Elisabetta si era  intrattenuta con il Papa per 26 minuti soltanto. Il Papa parlò con lei in francese. Lei gli donò una copia autografata dei discorsi di JFK, Lui le donò rosari e medagliette del suo Pontificato.

pope

Private Audience with the Pope, Rome March 11, 1962

Al suo arrivo in India Mrs Kennedy fu accolta all’aeroporto di Nuova Delhi dal Primo Ministro Neru, sua figlia Indira Gandhi e John Kenneth Galbraith. Centomila persone lungo la strada si accalcarono per salutare la “Regina d’America”. Dopo tre giorni trascorsi nella capitale Jacqueline e la sorella Lee si a bordo del treno presidenziale s avventurarono verso il nord del paese. La prima fermata fu Agra, sede del Taj Mahal. Al tramonto guardando le ombre dei cipressi riflettersi nell’acqua, sembrò affascinata e confusa. Volle tornare più tardi per vederlo alla luce della luna. “Sembrava così giovane, così semplice, spontanea,di fronte alla straordinaria bellezza del palazzo e i suoi quattro graziosi minareti che lo stesso Shah Jahan l’avrebbe gradita” scrisse uno dei reporter.

tai

A Dream at the Taj Mahal, Agra March 15, 1962

Ad Agra seguì Benares dove venti sarti avevano lavorato tutta la notte per cucire drappi di seta e copriletti per la sua suite nella città santa. In un’afosa mattina, Jacqueline si presentò senza cappello e con abito rosa shocking che completava i toni gioiello dell’India. Navigò sul fiume in un’imbarcazione decorata con ghirlande di calendule e più tardi percorse a piedi un sentiero di petali  sino alla Sarnath Stupa il tempio dal quale Buddha aveva declamato il suo primo sermone.

gange

Down the Ganges River, Benares March 16, 1962

Dopo nove giorni Mrs. Kennedy giunse in Pakistan. Il Presidente le fece il dono più gradito del viaggio – un cavallo baio di nome Sardar (Il Capo) che nessuno a casa avrebbe cavalcato tranne lei. La sera ai Shalinar Gardens fu accolta da 700 ospiti per lo più donne e lei confessò che avrebbe desiderato avere con sè il marito. A Karachi insistè per fare un giro in cammello ma riconobbe che a confronto l’elefante aveva la comodità di un jet.

camel

A Precarious Camel Ride, Karachi March 25, 1962

Dopo un volo di  13 ore Jacqueline e Lee  giunsero finalmente a Londra. Alle domande dei reporters Jackie rispose “Sono molto stanca. Non metterò il naso fuori di casa tranne che per la colazione con la Regina”. Sperava che il soggiorno di due giorni a casa della sorella l’avrebbe rimessa in forze.

resting

Resting Up, London March 26, 1962

Un portavoce reale disse che Jacqueline non era stata invitata per ragioni di protocollo ma perchè la Regina e Mrs Kennedy avevano molte cose in comune – erano entrambe 30enni, madri di bambini piccoli, e costantemente sotto i riflettori. Lasciando il palazzo disse che la conversazione aveva per lo più riguardato l’India e che pensava che “gli abiti della Regina fossero deliziosi e lei molto graziosa”.

queen

Lunch with the Queen, London March 28, 1962

Quando atterrò a Washington il Presidente salì sull’aereo per darle il benvenuto in privato prima di ricondurla alla Casa Bianca dove rivide la figlia Caroline di quattro anni e il piccolo John-John di soli sedici mesi. Ad ogni tappa del suo viaggio, aveva spedito loro cartoline con “Xs” che essi riconobbero come suoi baci. Mentre riconosceva di aver sentito la mancanza della sua famiglia e di non voler fare altri viaggi da sola, riassunse il suo viaggio come “le due settimane più magiche della mia vita…”.

Il libro conferma quindi l’opinione che le visite ufficiali possono essere molto divertenti per chi viaggia, per chi accoglie, e per chi viaggia al  seguito. Anche per gli illustratori. Parte che viene sapientemente omessa evidenziandone gli scopi politici: la comprensione reciproca, la risoluzione di diversi punti di vista, la maggiore conoscenza di un altro popolo e di un altro paese. Ma per lo più appunto si viaggia per concedersi anche una fuga dalla solita routine, fatta di occasioni ufficiali e di tensioni  politiche, per godere di un viaggio sapientemente organizzato, calorosi benvenuti, divertimenti e nuovi ambienti.  Questo anche per i giornalisti e i commentatori, i quali però omettono di dirlo a causa delle spese che i loro spostamenti comportano. Molti neppure se ne rendono conto,  ma  Jackie sì. Godette enormemente di questi viaggi come dimostra  questo carinissimo libro, consapevole che non avrebbe cambiato la storia ma che si sarebbe divertita e con lei i suoi accompagnatori. Con lei anche noi oggi,  sfogliando questo libro.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Balocchi e profumi, Books please!, La storia siamo noi, Life style e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Mrs. Kennedy Goes Abroad

  1. ilnotiziabile ha detto:

    Illustrazioni davvero deliziose!

  2. Angela ha detto:

    The illustrations are gorgeous!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...