La Russia e il turismo militare: il primo italiano è Mr Tower

Cambio di programma nelle  domeniche siberiane di Mr Tower. La destinazione non l’ha scelta lui. Diciamo che mentre si trovava ad Ekaterinburg per l’XI  Fiera del Turismo e poiché faceva parte di una Ofitsial’naya delegatsiya,  il 9 aprile u.s. è stato gentilmente accompagnato alla  UralVagonZavod, la fabbrica di carri armati più grande al mondo (70.000 addetti), un tempo  produttrice di convogli ferroviari, che si trova a Nizhnij Tagil (1.700 km da Mosca), dove si è svolto il tour inaugurale del turismo militare, nuova frontiera dell’era Putin. Incentivato dall’Agenzia Federale per il Turismo, ha come obiettivo la diffusione della conoscenza  del passato e del presente militare della difesa russa.

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Durante la visita Mr Tower ha visitato i reparti, il museo interno, ha pranzato con gli operai e i militari ma soprattutto è stato il primo italiano a fare un giro dimostrativo sull’ultimo e ultrasofisticato nuovo modello di carro armato T-90, svoltosi nel campo di tiro della fabbrica: una distesa di terreno per lo più spoglio, in parte ghiacciato vista la stagione,  dove vengono testate le armi e i mezzi in costruzione.

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La stampa russa ha dato molto rilievo alla notizia . Anche l’emittente  e1.ru . Superfluo è riferire la sua risposta alla domanda posta dal giornalista :  Cosa pensa dell’esercito russo?

Ha ricevuto in dono un dvd promozionale, una t-shirt celebrativa e un modello di carro armato Toc-1A,  molto utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale perchè dotato di lanciafiamme.

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Il pacchetto turistico, rivolto ai turisti russi ma anche europei,  verrà messo in vendita nella prossima estate: il costo, per un gruppo di 25 persone, è di circa 5 mila euro (375 mila rubli).

Cos’altro ha da offrire la città? Nulla di buono parrebbe….

Fondata nel  1772 sulla riva del fiume Tagil,  fu un importante centro minerario, e oggi industriale. Gli abitanti (400.000 circa) la chiamano “la città dal cielo di mille colori“: pare che a causa delle 606 fabbriche lì  localizzate, sia la più inquinata d’Europa. Vanta il più alto tasso di tumori allo stomaco e ai polmoni di tutta la Russia e il tasso di bambini con problemi respiratori è del 50% più alto che nel resto del paese. Ma mentre da un lato le fabbriche uccidono, dall’altro sono la sola risorsa economica per gli abitanti di questa città, una delle città fondate solo esclusivamente per l’industria. Altra caratteristica  è il numero dei penitenziari: 8 di cui uno riservato ai poliziotti. Molti carcerati lavorano gratuitamente nella fabbrica di armi, come accade dal tempo dei Gulag, il che fa delle armi russe le più convenienti sul mercato. E di questo di fanno un punto d’onore perché contribuiscono allo sviluppo economico della Grande Madre Russia. Al crollo del Muro di Berlino seguì  anche un incremento della criminalità: pare che 1 su 2 dei cittadini negli anni ’90 fosse coinvolto con la mafia locale.  Oggi la criminalità è in decrescita ma i mafiosi locali si riconoscono pare, dalla barba, dall’anello che portano al dito e dai tatuaggi fatti in carcere. Il fatto criminoso più grave risale al 2007 quando, in una fossa comune, furono ritrovati i  corpi di 70 donne che erano state rapite e che avevano rifiutato di prostituirsi. Le droghe sono diffusissime tra i giovani (sono circa 30.000 quelli che ne fanno uso) e frequentissimi i rave.  Maria Morina, fotografa e regista,  ha realizzato un documentario sui giovani di Nizhnij Tagil, e sulla loro vita in questa città desolata dove le temperature raggiungono i -35 gradi, nevica rosso e che offre loro solo il lavoro in fabbrica.

La Uralvagonzadov produce anche veicoli ferroviari, tram, veicoli cisterna ma a cause delle sanzioni americane  e del conseguente calo di ordinazioni è stata costretta a licenziare 5.000 persone, aggravando, temo, quanto detto sopra rispetto alle prospettive giovanili. La produzione militare rimane comunque preponderante:  la produzione di carri amati T-90 prevede la realizzazione di una serie di 261 modelli la maggior parte dei quali  verrà assegnata al Distretto militare del Caucaso settentrionale.

A questo punto mi ritorna in mente il viaggio fatto nel maggio scorso in Georgia, al confine con l’Ossezia passando accanto ai campi profughi, dove  transitammo sotto il tiro dell’esercito russo. Carri armati compresi.

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A maggio di quest’anno andremo in Armenia che qualche giorno fa ha trattato con la Russia un prestito per la fornitura di armi. Spero che tutto questo non abbia a che fare con la ripresa degli scontri nel Nagorno Karabagh tra armeni e azeri (in Azerbaijan siamo stati ad agosto) perché siamo persone pacifiche. E che Putin non si stia muovendo per vincere la partita, perché nonostante i numerosi spostamenti, soprattutto Mr Tower in aree del mondo al momento non propriamente tranquille, e il cognome che abbiamo, non siamo neppure giocatori di scacchi.

 

 

 

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