Cianfrusaglie in eredità

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Non ricordo come sono arrivata a Trash Europeo: quattrordici modi per ringraziare mio padre di Ulf Peter Hallberg, pubblicato da Iperborea, casa editrice fonte di inesauribili scoperte per me.

Ma so che lui è arrivato per me nel momento giusto, mi sento di dire…proprio mentre in una lettera aperta ho parlato di mio padre che non c’è più, proprio mentre riscopro il piacere di annotare, ritagliare, incollare per consegnare a mio figlio, quando sarà il momento, l’insieme dei mei pensieri, interessi, vagheggiamenti e viaggi , biglietti di concerti, spettacoli teatrali, cartoline, fotografie, dediche, segnalibri  raccolti in decine di Moleskine, l’arcinoto “taccuino nero”. Una raccolta disomogea di bric-a-brac che dovrebbero “omogeinizzarsi” nel racconto della mia esistenza. Immaturità perseguita tenacemente? Forse sì, più consapevolmente la volontà di trasmettergli la varietà del mondo, il piacere della scoperta, la bellezza del conoscere le grandi e le piccole cose della vita. E in un certo senso la libertà che non può convivere con il pensiero unico, con l’omologazione.
Era anche questo l’intento del padre dell’Autore che al figlio, trasferito in Germania, inviava buste con ritagli di giornali, foto, appunti per tenerlo collegato al paese d’origine, alla famiglia, al resto dell’Europa e della sua cultura. E da questi “suggerimenti” si dipartono stimoli per altre indagini, curiosità, esperienze. Nelle pagine sono inseriti vari “segnalibri”: brevi riflessioni del padre che altro non sono se non la sua filosofia che inducono a ragionare sull’esistenza, la conoscenza e  la morte.

Ecco qui l’incipit, già bellissimo http://iperborea.com/media/files_intranet/libri/librocatalogo/estrattiPDFPerSito/000324/20130527143234_212_trash.pdf

E a conclusione del libro una riflessione del genitore rivolta , mi sento di dire, più a se stesso che al figlio, destinatario di tanta bellezza:

Rendersi conto che, per quanto i risultati siano stati vani, la ricerca è stata di per sè la ricompensa. – La terre est si belle, Ulf Hallberg, Taccuino nero.

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