Bibliotecaria in trasferta: Treasures & Tea

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Mi ero prefissata di andare alla Mitchell Library durante il mio soggiorno a Glasgow. Per chi come me lavora in una piccola biblioteca di provincia aggirarsi per le stanze di una delle più grandi biblioteche europee è una specie di giornata trascorsa al Luna Park. E così mentre ne studiavo il sito per valutare su cosa concentrarmi ho scoperto Treasures & Tea, un’interessante e deliziosa iniziativa mensile, con cui vengono illustrate,  ad un numero limitato di persone, collezioni particolari. A seguire, nella Old Glasgow Room  , viene loro servito il ”Traditional Afternoon Tea”,  accompagnato da sottofondo di musica per pianoforte, eseguita dal vivo: il tutto per la modica cifra di  ₤ 7.95. Potevo ignorare il richiamo? No, ovviamente, anche perché i “Treasures” del mese di gennaio erano manoscritti e oggetti appartenuti a Robert Burns, mio poeta prediletto per il settore Scotland.

E così ho acquistato il mio biglietto on line, l’ho ritirato la sera prima alla Royal Concert Hall e alle 14 in punto, come avrei fatto se fossi stata in servizio, mi sono presentata in Biblioteca. L’edificio è decisamente “outstanding” e l’intreccio di sale antiche e modernità pare perfettamente riuscito. Affollatissimo il bar che pare essere utilizzato come luogo di incontro a prescindere dalla frequentazione della biblioteca e quasi un centinaio di postazioni internet a disposizione degli utenti. Al piano terra le novità , molte in lingua straniera e uno spazio bambini. Nell’attesa mi guardo intorno e riconosco immediatamente i miei compagni in questo pomeriggio abbastanza unico: per lo più anziane signore dai capelli turchini. Come ovvio sono la sola italiana.

Veniamo finalmente introdotti alla collezione, in realtà una parte, perché la Mitchell è la Biblioteca che custodisce il maggior numero di oggetti appartenuti a Burns, cantore delle Highlands. Il divieto di scattare foto è assoluto e le Colleghe insistono molto sul valore di quanto esposto.Viene il momento del tea e vengo letteralmente adottata da un gruppo variegato, tutti troppo incuriositi dalla mia presenza ad un evento così tipicamente Scottish. Mi rifocillo e lascio Treasures & Tea, soddisfatta anche se non esaltata.

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E incappo in quello che per me rimarrà sempre il tesoro di quel pomeriggio. Ad attirarmi sono i colori e la percezione di sagome che mi fanno pensare ad una sala per bambini. Mi avventuro e trovo un anziano signore seduto ad una scrivania ricolma di libri e oggetti, e ricolme di libri e burattini sono le tre stanze che compongono lo spazio riservato alla sua collezione. Il signore è John M. Blundall, uno dei maggiori burattinai al  mondo, regista, designer, artigiano.

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Ed è così che faccio io, mi siedo lì con lui che mi racconta della sua vita e dello stupore che prova ogni giorno guardandosi intorno, perché la sua vita è tutta lì in quell’immensa raccolta. Ed è questo un sentimento che è molto ben espresso nella frase di Eisenstein che cita nel suo sito (che vi consiglio di provare almeno in parte ad esplorare): http://www.theworldthroughwoodeneyes.co.uk/

 “Books cling to me. They fly down to me – ran up and attach themselves to me. I have loved them for so long; large and small, thick and thin, rare and cheap editions. They should not be too neat, like suits from the tailors; but they should not be clad in greasy rags. A book should lie in the hand like a well-adjusted tool. I have loved them so much that they have begun to love me back. Books burst open like ripe fruit in my hands and fold back their petals like magic flowers, bearing the seed of thought, a stimulating word, an apt quotation, a useful illustration.”

Non è forse questo il tesoro chiuso in un libro?

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7 risposte a Bibliotecaria in trasferta: Treasures & Tea

  1. Santippe Santippis ha detto:

    Meraviglia! Non mi hai raccontato del burattinaio e mi piace leggerne ora. Mescolarsi tra indigeni soprattutto nelle città meno note al turismo massivo è un’esperienza positivissima,

  2. Pingback: Un tè, come pretesto… | occhimentecuore

  3. Aldo ha detto:

    Ho vissuto a Edimburgo per 10 anni fino a settembre del 2002 ed ho conosciuto a John intorno al 1996 direi…ho imparato molto ed ho avuto la fortuna di passare molto tempo in sua compagnia.
    É con molto tristezza che poco fa ho saputo della sua scomparsa, circa 6 mesi dopo la pubblicazione di quest’articolo, ovvero quasi un’anno fa! L’ho sognato 2 giorni fa e sinceramente ho avuto una strana sensazione anche se si vedeva contento…
    Mi fa molto piacere vederlo ricordato qua.
    Ciao John

    • cinziarobbiano ha detto:

      Gentile Aldo grazie per avermi informata. Fu per me un incontro bellissimo e il miglior ricordo di quella giornata. Mi rattrista molto sapere che non potrò incontralo di nuovo. Spero le sue cose rimangano al loro posto. Fu una vera meraviglia. Un caro saluto Cinzia

      • Aldo ha detto:

        Eh sí, John Blundall era veramente speciale…pensa che due giorni prima di sapere della sua scomparsa, l’ho sognato ed ho avuto uno strano presintimento. Come dicevo é stato poco fa ed il 18 di agosto si compie un’anno…saluti dalla Patagonia Cilena

      • cinziarobbiano ha detto:

        ecco chi mi seguiva dal Cile…sono cose che fanno venire i brividi
        Accadde anche a me. Scriverò alla Mitchell Library sperando di trovare tutto lì la prossima volta quando tornerò a Glasgow.

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