Fughe e vagabondaggi letterari: Provenza

“Ho visitato i musei, come fanno tutti, sono andato a zonzo in gondola sul Canal Grande. Me ne sono stancato presto. Vi si incontrano tedeschi, inglesi, francesi, cinesi, turchi (ma non spagnoli). Hanno la testa a trottola, infilata su un perno; guardano da tutti i lati come se il tempo incalzasse (e infatti li incalza). Io, per essere felice, devo vedermi circondato da gente che abbia chiaramente scritto in faccia che domani farà giorno ancora. Faccio tutto con molta placidezza. Mi piace così. Se ci si accalca per qualcosa, qualunque cosa sia, me ne vado, a costo di non acchiappare ciò che gli altri acchiappano. Se qualcuno mi dice, con gli occhi sgranati, che devo assolutamente vedere una cosa, è molto probabile che me ne vada a fare la siesta con un romanzo poliziesco. (…) La vita non è in marmo di Carrara. Non vi è nulla di straordinario sul Prato della Valle, se non per me oggi, alle cinque della sera, una luce e un’aria, certi rumori, colori, forme che mi colmano di una felicità che sono il solo ad assaporare.”
Jean Giono

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Avete mai pensato alla Provenza in inverno? Volevo una Provenza diversa e ci sono stata a Natale. Beh! Una vera sorpresa. Abbiamo scelto L’Isle Sur La Sorgue. Ci siamo arrivati in una sera fredda e ventosa: mistral, ci hanno detto. Che dal giorno dopo ci ha regalato cieli limpidi.

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It was a a sort of fairy scene to me. Now, thought I, how detestable to leave this fine wood and water, and enter a nasty, beggarly, walled, hot, stinkling town; one of the contrasts mos offensive to my feelings.
Arthur Young

L’Isle Sur La Sorgue, chiamata la Venezia contadina per i numerosi canali che la attraversano, annoverava sino a 70 ruote di cui si parla sin dal XII secolo per la macinatura del grano. Oggi ne rimangono solo 17.
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Negli ultimi decenni L’Isle è divenuta famosa per i suoi antiquari (più di 300 stabili) e per i mercatini dell’antiquariato che richiamano turisti provenienti da tutto il mondo. Sono molte le ricche signore americane che partono in gruppo, affittano casali e accompagnate da fotografi d’interni e decoratori vanno a fare acquisti a L’Isle. Devo dire che gli espositori hanno un gusto particolare, e anche gli accatastamenti più casuali hanno alla fine danno risultati artistici.
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Un po’ paese dei balocchiReve en bleu. Dors, qu'un songe hereux te caresse ferme tes yeux de lotus bleu

Reve en bleu. Dors, qu’un songe hereux te caresse ferme tes yeux de lotus bleu

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in cui alla fine tutto, gli oggetti, i ninnoli, le forme, le persone sono e fanno poesia.6816732277_25f606e2ab_b

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