Non ho un tailleur, non l’ho mai avuto: sono una donna che non conta. Legge!

Torna il tailleur, sappiatelo, nella moda femminile per il prossimo Autunno Inverno. Lo hanno detto oggi al TG. Notizia del tutto inutile. Ancora? penso io, Ma se n’era andato?a me pare di no, ripassando le proposte delle passate stagioni. Se sì, avevo sperato fosse  per sempre. Da punto di vista sociale e quindi giornalistico forse la naturale conseguenza, o non sarà forse la causa?,  della “Menaissance”. E poi: bisogna averlo per far carriera o quando l’hai fatta? Se poi non la fai che ne fai? Quando l’hai fatta, devi continuare a portarlo?

Io non l’ho mai avuto un tailleur:  soprattutto un inutile e costoso fastidio, se portato con camicetteespettoranti girovitainevidenza e soprattutto il tanto detestato tacco alto, trucco e parrucchiere e borsa cartella. Deprimente se poco ammiccante. Quello pantaloni mi piace solo se lo porta Diane Keaton. Insomma, non fa per me. E soprattutto non avrei saputo che farmene. Anche se lavoro in un ufficio. In una biblioteca per l’esattezza. In biblioteca, ma anche in molti altri luoghi,  le donne non fanno carriera, almeno così è capitato a me, quindi perchè comprarselo? Per anni dai bambini sono stata considerata “la moglie del Bibliotecario”, visto che la Biblioteca si trova in un palazzo signorile e ha conservato le caratteristiche dell’appartamento privato.  Tanto vale stare comode e così ho fatto sempre, anche ora, che il collega è andato in pensione e rischio di  essere considerata vedova. Per chi non lo ha conosciuto,  “single” per non dire zitella, che oggi non si usa più.

L’ho comunque sempre sinceramente detestato.  Preferisco mettere insieme pezzi, comprati un po’ qua e un po’ là, da mescolare in infinite possibilità. Alla fine vien fuori che non hai seguito nessuna moda in particolare, non sei datata anche se hai qualche pezzo originale che, vista l’età, fa schiattare le fanatiche del vintage. Non mi piace come l’arredamento in serie, ad esempio, a costo di tenere la lampadina appesa ad un filo sino a che non trovo il lampadario che mi piace. Anche metter su casa è un mettere insieme posti che hai visto, cose che ti sono piaciute, accostamenti originali e via così.

Sarà anche per questo che gli ultimi saldi non mi sono piaciuti. Mi sono sembrati scarti,  avanzi, non resti che ha un valore positivo: pensa all’archeologia! Sarà anche perchè di cose negli anni, io, in tante, ne abbiamo comprate più di quanto fosse necessario. Sempre inseguendo uno stile, ovviamente, mai una moda. Anche di vita naturalmente. A volte mi chiedo se  proprio il lavorare in quello che era un appartamento non abbia contribuito ad aumentare il mio desiderio di essere a casa, la mia, a fare in parte quello che faccio qui: studiare, leggere, condividere. Ad esempio Bubbly on Your Budget: Live Luxuriously with what you have di Marjorie Hillis.bubble Pubblicato nel 1937, è stato ristampato e continua ad elargire preziosi consigli, soprattutto su come “costruirsi” un abbigliamento creativo,  rovistando nel tuo armadio, che non sia fuori moda, e che parli di te.

Una cosa ci sarebbe che  mi piace della donna in carriera, soprattutto della Sig.ra Lagard, la numero uno del Fondo Monetario Internazionale: le borse di Hermes

lagardese non non fosse che le mette in bella mostra sulla scrivania mentre ci spiega come e perchè dovremmo tirar la cinghia.

Io  ad esempio lo so che nel mio destino non c’è di essere la numero una, la prima, non sgomito neppure ai buffet: anzi, d’istinto, quando vedo che butta così faccio un passo indietro e spesso me ne vado. Anche perchè, come ho già detto detesto gli avanzi, anche in cucina.

E poi la vita è un continuo su e giù, guarda ora che di lavoro non ce n’è… come si fa a sapere quanto dura il tempo di tailleur? Per l’inverno meglio un maglione caldo, morbido, avvolgente e scarpe comode. E poi vuoi mettere? capitasse una ma anche  solo una volta l’0ccasione per fare una volata …

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3 risposte a Non ho un tailleur, non l’ho mai avuto: sono una donna che non conta. Legge!

  1. monticiana ha detto:

    Neanche io conto! 🙂

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